Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

Dopo la stretta di mano tra il ministro Bindi e il professore è arrivato il momento della sperimentazione
Di Bella, e ora cosa succederà?

Un milione e 400 mila i malati di tumore in Italia; 300 mila nuovi casi ogni anno; 156 mila decessi per tumore nel 1996; il 50 per cento la percentuale di guarigione; 12 mila miliardi la cifra che lo Stato ha speso nel 1996 per curare gli ammalati di cancro; sette i centri oncologici in tutt'Italia: l'Istituto dei tumori e l'Istituto europeo oncologico di Milano, il Regina Elena di Roma, l'Istituto dei tumori di Genova, il Centro oncologico di Aviano, la Fondazione Pascale di Napoli, l'Oncologico di Bari. Questi i "numeri" ufficiali del cancro oggi in Italia. E dopo la grande confusione, le polemiche e le accuse che hanno letteralmente sconvolto il nostro Paese in queste ultime settimane, è finalmente il momento di tentare di rispondere ad alcune domande, ora che il ministro Bindi e il professor Di Bella si sono stretti la mano. E' arrivato il momento soprattutto di dare indicazioni concrete agli ammalati di cancro e ai loro familiari, bombardati da una valanga di informazioni. In questo dossier, città per città, regione per regione, "repubblica.it" prova a rispondere alla domanda: a chi rivolgersi per avere le informazioni più precise? Quali saranno le fasi della sperimentazione? Potrebbero essere quattro o cinque i tipi di tumore sui quali verrà avviata la sperimentazione clinica. Stefano Jacobelli della Commissione oncologica nazionale, ha spiegato che, tra gli studi possibili per la sperimentazione, quello osservazionale potrebbe essere il più adatto. Attraverso la stesura del protocollo gli esperti dovranno definire i criteri scientifici per poter accedere allo studio, e cioè i tipi di tumore da studiare, i test da effettuare prima e in corso di ricerca. Tutti coloro che rientreranno nei criteri definiti potranno essere ricoverati nei centri clinici che saranno designati da Ministero e Regioni per la sperimentazione. Già nei primi tre mesi si potranno avere dati interessanti e si pensa che comunque lo studio possa durare da sei mesi a un anno. Quanto ai costi della somatostatina, secondo Nello Martini della Cuf, non è una spesa che possa mettere in discussione il tetto previsto perchè gli ospedali pubblici possono riuscire a ottenere la sostanza ad un prezzo di 70, 80 mila lire grazie agli sconti stabiliti dalla normativa. Martini ha spiegato che il costo della somatostatina da 3 milligrammi (la dose impiegata dal professor Di Bella) va dalle 300 mila alle 516 mila lire, ma gli ospedali godono di uno sconto del 50 per cento che è il prezzo base da cui partire per ulteriori sconti, a seconda dei quantitativi richiesti. Da chi è composta la Task-Force del Ministero? Ecco i nomi dei 22 esperti che compongono il gruppo incaricato di definire e di controllare la sperimentazione del metodo Di Bella: Umberto Veronesi dell'Istituto europeo di oncologia, Lorenzo Tomatis dell'Istituto oncologico Garofalo di Trieste, Luigi Di Bella, Renato Dulbecco, premio Nobel e professore all'università della California (La Jolla), il vicepresidente del Consiglio superiore di sanità Marco Geddes, gli oncologi Dino Amadori, presidente dell'Associazione italiana di oncologia medica, Silvio Monfardini, direttore della Fondazione Pascale di Napoli, Stefano Jacobelli dell'Università di Chieti, Franco Mandelli dell'università di Roma La Sapienza, Giorgio Parmiani dell'Istituto tumori di Milano, Francesco Cognetti dell'Istituto Regina Elena di Roma, Gian Luca Sannazzari dell'università di Torino, Franco Conte dell'università di Pisa, Giuseppe Colucci dell'ospedale oncologico di Bari, Eva Buiatti dell'università di Firenze, Paolo Bruzzi dell'Istituto tumori di Genova, Rossella Silvestrini del Cnr, Nicola Montanaro, Francesco Di Carlo e Luigi Pagliaro del Cuf, l'ematologo Cesare Peschle e il farmacologo Marino Massotti dell'Istituto superiore di Sanità. Chi sono i medici "dibelliani" doc? Sono una ventina in tutta Italia i medici che praticano il metodo Di Bella con il consenso delle Associazioni dei malati. Circa 80 invece lo seguono autonomamente e altri 500 sono in "lista d'attesa", hanno chiesto cioè alle Associazioni di poter praticare il metodo. Oltre a Giuseppe Di Bella, il figlio del fisiologo modenese, ad Ascoli Piceno lavora Mauro Todisco, a Bergamo Giancarlo Minuscoli, a Padova Domenico Semisa, a Roma Elisabetta Angelini e Mauro Madarena, a Verona Achille Norsa, a Milano Marco Rovati e a Pisa Vittorio Zocchi. "Radio Radio", un'emittente romana (06-8805241) che da anni sostiene la cura Di Bella, ogni giorno trasmette nomi e numeri di telefono sia dei medici "doc" che dei medici non autorizzati. Per superare "l'esame" delle Associazioni, i medici devono seguire un periodo di tirocinio accanto a un medico di fiducia, partecipando alle visite e studiando la fisiologia dei pazienti. La durata di questo periodo di apprendistato può variare da una settimana a oltre sei mesi, a seconda delle basi scientifiche del medico. A che punto è la "guerra di religione"? Somatostatina. E' bastata questa parola per scatenare, in questo ultimo mese, una vera guerra di religione. Al punto che è sembrato, nelle fasi più acute della battaglia che ha contrapposto Di Bella agli oncologi, che la chemioterapia fosse "di sinistra" e la cura Di Bella "di destra". "La somatostatina non è rossa o nera, è un composto di 14 aminoacidi, e come tutti i composti chimici può ruotare a destra o sinistra, chiamandosi destrogira o sinistrogira", ha risposto semischerzoso Di Bella. E il premio Nobel Dulbecco: "E' un caso molto strano. Io sono abituato a questioni di biologia e medicina da risolvere in modo fattuale, andare a vedere i fatti e dare un giudizio su quelli. Invece quello che io vedo è fondamentalmente politica e per me questa è una cosa strabiliante". Melatonina e somastotina: è vero che si comprano in Internet? Delle sostanze sulle quali si basa la cura anticancro di Luigi Di Bella soltanto una, la melatonina, è in vendita in un sito Internet che ha base in Gran Bretagna. E' lo stesso sito che nell'autunno di due anni fa è stato oggetto di accuse e polemiche da parte di una delle più autorevoli riviste mediche, il "British medical journal" ed entrò nel mirino della Medicines control agency, dato che quasi tutti i farmaci in vendita (alcuni vietati in molti Paesi europei) richiedono una stretta sorveglianza medica. Un'altra sostanza fondamentale per la cura Di Bella, la somatostatina, non risulta in vendita nè è presente nell'elenco dei farmaci dei quali si annuncia l'imminente commercializzazione in rete. La melatonina, non disponibile in Italia, è invece in mostra nel bancone virtuale accanto a psicofoarmaci, antidepressivi, farmaci indicati per la cura di demenze come morbo di Parkinson e di Alzheimer, antitumorali, ormoni contro invecchiamento e sostanze per combattere l'impotenza. Una confezione di 120 compresse da tre milligrammi di melatonina viene venduta a circa 13 mila lire. Vengono accettati ordini tramite posta elettronica o fax e pagamenti con carta di credito, con consegna entro 15 giorni

Di Annalisa Usai

La Repubblica 17/01/1998
http://www.repubblica.it/online/dossier/dibella/noncancellare/noncancellare.html  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=229
   
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