Rassegna stampa

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Il caso Di Bella: parla il dott. Falcone

Al I Convegno nazionale indetto dall'Euromeeting Medical Division sul tema: "MELATONINA: DALLA RICERCA AGLI INTERVENTI, aspetti anatomo-fisiologici, clinico terapeutici e problematiche sanitarie" (Reggio Calabria, gennaio 1997) ha partecipato anche un medico di Foggia, il dott. Michele Falcone, della "Divisione Immunoematologia" degli Ospedali Riuniti di Foggia. Il giovane biologo foggiano è uno dei massimi esperti della materia Di Bella in provincia di Foggia, avendo egli studiato a Modena proprio nel periodo in cui il Prof. Di Bella aveva cominciato i suoi studi sulla melatonina e la somatostatina. "Ci tengo a precisare che seguo da studioso l'evoluzione delle teorie dibelliane. Fuori dagli orari di lavoro continuo a documentarmi e ad approfondire queste tematiche scientificamente appassionanti - ci spiega il dott. Falcone - Su Di Bella posso dire che già dai tempi dell'Università aveva fama di grande scienziato, in particolare di guaritore di leucemie, e già da allora cominciava a condurre la prime battaglie contro le case farmaceutiche sui prezzi delle forniture di alcuni farmaci. La grande intuizione del Prof. Di Bella è stato l'aver individuato la correlazione tra la melatonina e le piastrine circolanti, in sostanza che il cervello potesse modificare il numero delle piastrine. Questo mediatore neurosinaptico, dato dalla serotonina, poteva dunque prevenire le emorragie nei soggetti affetti da piastrinopenia". Al di là degli aspetti tecnici, perché secondo lei il Prof. Di Bella è stato snobbato dagli accademici di tutto il mondo, in particolare da quelli italiani? "Innanzitutto perché il mondo scientifico ha sempre trascurato la melatonina, mentre altri studiosi, come il Prof. Lissoni, ne hanno intuito le potenzialità, additandola come il principale elemento utile nella prevenzione della cachessia neoplastica, ossia nel decadimento dei tessuti. In secondo luogo perché Di Bella ha sempre preferito rendere noti i risultati delle sue ricerche in ambiti congressuali, piuttosto che attraverso il ramo delle pubblicazini sulle riviste scientifiche ufficiali. I convegni danno però la possibilità di discussione immediata dei risulatati acquisiti con le ricerche. Personalmente e nel mio piccolo, anch'io partecipo a numerose convention, come è capitato l'anno scorso nel caso del convegno da lei citato, nel cui ambito ho presentato uno studio sul dosaggio della melatoninasolfato nelle urine, rilevandone la non tossicità".

"IN..."- quindicinale telematico della ISNET 31/01/1998
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