Rassegna stampa

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Attenzione 'ufficiale' per Di Bella

BOLOGNA — C'erano anche alcuni rappresentanti dell'Ordine dei medici di Bologna e il vicepresidente Francesco Biavati, alla conferenza-dibattito del professor Luigi Di Bella. «E' la prima volta che un rappresentante dell'Ordine partecipa a una relazione del professor Di Bella — osserva il figlio Giuseppe — dichiarando la disponibilità ad esaminare senza preconcetti il razionale, i presupposti scientifici e la letteratura medico-scientifica relativa ai principi del metodo». Affollatissimo convegno, ieri pomeriggio, al Carlton di Bologna organizzato dall'Aianer (Associazione italiana ammalati neoplastici Emilia Romagna ) che ha visto il ritorno in cattedra di Luigi Di Bella. Una lezione fiume nella quale il professore ha spiegato alle centinaia di persone intervenute come l'equilibrio tra le cellule che muoiono e quelle che si rinnovano sia il principio fondamentale del suo metodo terapeutico. In particolare lo scienziato si è lungamente soffermato sugli effetti della vitamina A che associata alla melatonina, somatostatina e bromocriptina ha il potere di bloccare, quanto meno stabilizzare, la crescita delle cellule tumorali. «La vitamina A — ha dichiarato Di Bella — è l'elemento fondamentale della vita, essenziale in tutti le fasi della crescita numerica delle cellule». Da questo presupposto l'intuizione del professore di vedere affinità con l'espandersi delle molecole tumorali. «Se vi dicessi che dal tumore si guarisce farei una affermazione non corretta — ha detto Di Bella — ma certamente posso dire che siamo in grado di domarlo, il problema è che la medicina odierna è subordinata ad esigenze politiche, economiche, amministrative e burocratiche che tutto hanno a che fare meno che con le reali esigenze delle terapie». Alza l'indice il professore contro l'attuale sistema sanitario che non ha capito i principi fondamentali del suo metodo. «Se applicato correttamente — ribadisce — non ha effetti tossici». Un sistema che, secondo Di Bella, vuole i medici impegnati più a svolgere compiti di forma che di sostanza. E snocciola decine di casi di voluminose cartelle cliniche dove, come cita testualmente il professore, «sono più le pagine dedicate alle analisi che alle diagnosi». Per il fisiologo modenese visitare il paziente resta il punto di partenza fondamentale prima di qualsiasi terapia. Intanto forti sostegni al Mdb giungono via Internet dagli Usa. Nei pricipali centri di ricerca oncologica a livello mondiale del Texas, Washington, Maryland, Minnesota e New York la somatostatina viene indicata come efficace cura antitumorale. Una rivincita per lo scienziato modenese che ha trovato ieri consensi nel Comitato interparlamentare per la libertà terapeutica, come ha spiegato nel suo intervento il rappresentante Andrea Assenza. Sono oltre cinquanta gli onorevoli, per lo più medici, che hanno aderito a questo gruppo di studio che va ben oltre a quelle che sono le indicazioni di partito.

Elena Romano e Mauro Spinato

Il Giorno 09/04/2000
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