Rassegna stampa

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Ieri a Roma il professore modenese ha rilanciato la sua verità
In settimana il verdetto sulla terapia Di Bella

ROMA - "E' una cura contro il cancro ma forse è anche di più: io la sperimento su me stesso da anni, anche se non sono malato. Il risultato è che alla mia età sono ancora qui a parlarvi". Il professor Di Bella ha scelto la vigilia del verdetto degli oncologi dell'Istituto superiore della Sanità sugli ultimi cinque protocolli della sua Multi Terapia per tornare ad arringare il popolo dei suoi seguaci. Una folla di pazienti, parenti di malati, fan, militanti dell'Aian, l'Associazione che sostiene Di Bella nella sua battaglia, ha ascoltato ieri, nell'auditorium della Confindustria, il professore lanciare l'ennesima sfida alla medicina ufficiale. "Il cancro è una malattia terribile che prima o poi porta tutti al Creatore", ha detto Di Bella. "La mia terapia è l'unica che possa fare qualcosa per diminuire le sofferenze, migliorare la qualità della vita e allungarla". Radioterapia e chemioterapia, ha ribadito Di Bella, "sono spesso inutili e dannose". Gli interessi delle case farmaceutiche e gli sgambetti di chi "ha fatto finta di mettere in pratica il mio metodo": questi i nemici della terapia. Che è efficace, ha insistito il professore, "solo se è applicata in tempo, su tipi di tumore adatti, con le giuste dosi e la necessaria tenacia". Infine, l'ultima sfida: "Non sono stato bocciato. Non farò nessuna contro sperimentazione. Non mi importa di nessuno, nemmeno del ministro Bindi. Sono loro che devono venirmi a cercare e i malati che si devono muovere".

La Repubblica 26/10/1998
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