Rassegna stampa

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Migliaia in piazza a Roma: traffico in tilt, momenti di tensione
Tornano i fans di Di Bella

ROMA - Si scontrano con i dubbi risultati della sperimentazione di Stato. Non perdono un dibattito televisivo. Non si fanno scoraggiare dai titoli scettici dei giornali. E scendono di nuovo in piazza. Erano almeno diecimila, secondo gli organizzatori (6 mila per la questura), ieri sera a Roma, i fedelissimi di Luigi Di Bella che hanno partecipato alla fiaccolata organizzata per ribadire la loro fede incondizionata nel "metodo" anticancro del professore modenese. Non li ha fermati l'indifferenza generale seguita alla diffusione delle conclusioni del ministero della Sanità: il metodo non ha dato i risultati sperati. Sono arrivati nella capitale da tutta Italia, con 50 pullman e treni. E in piazza della Repubblica hanno acceso le fiaccole "per riaccendere la luce sul professor Di Bella". Migliaia di tedofori in marcia lenta. Niente troupe televisive a seguirli. Pochi cronisti. "Una congiura del silenzio", hanno gridato alcuni. Ma i più non hanno alzato la voce. Neppure quando alle 23.30, percorsa via dei Fori Imperiali, dalla sommità della chiesa dei SS. Apostoli, qualcuno ha cercato l'incidente: lanciando sui manifestanti uova e pomodori. Provocazione non raccolta. Unico inconveniente, la paralisi del traffico del sabato sera. Tanti gli striscioni e i cartelli: "Liberi di scegliere", vi si leggeva, e "Di Bella è un dono di Dio", "Democrazia è anche libertà di cura". Eppoi le torce, grosse candele bianche. Infine gli applausi, per Giuseppe Di Bella, il figlio del Professore, quando dal palco al capolinea del corteo, ha annunciato che diffonderà un nuovo dossier contenente 1.163 lavori scientifici a favore del metodo sperimentale.

di Luca Zanini

Il Corriere della Sera 04/10/1998
 
   
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