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I risultati della sperimentazione. Su 333 casi trattati un solo lieve miglioramento. Camponeschi: non è la vera terapia
Milano, gli oncologi bocciano Di Bella

MILANO - (l.a.) Per la sperimentazione Di Bella in Lombardia è arrivata l'ora dei bilanci. Su 333 casi trattati in 36 ospedali solo per un malato si parla di lieve miglioramento (una donna con tumore all'ovaio); in quattro casi la risposta alla somatostatina è stata minima; per tutti gli altri pazienti la cura si è rivelata inutile. La Regione Lombardia che, con la Puglia, ha caldeggiato la sperimentazione sfidando il ministero della Sanità, ha presentato ieri un bilancio della propria esperienza, con i risultati definiti dagli stessi oncologi coinvolti nell'iniziativa "molto sconfortanti". Infatti, i pazienti che dopo una attenta selezione (erano più di 7 mila), sono stati ammessi alla terapia, non hanno avuto benefici dal "cocktail della speranza". "Il nostro obiettivo non era quello di "convalidare" la cura Di Bella - ha dichiarato Roberto Formigoni il presidente della giunta Lombarda -. Volevamo ribadire il principio che il diritto alla vita è inviolabile quanto il diritto alla libertà di scelta della cura". Ma su questi risultati è già polemica. Ivano Camponeschi, il portavoce del professor Di Bella, dichiara: "Era da incoscienti aspettarsi risultati positivi perché mancano gli elementi per dire che questi pazienti sono stati trattati con la terapia Di Bella". Ma sul protocollo adottato in Lombardia, il professor Alberto Scanni, l'oncologo che ha guidato la sperimentazione, ribadisce: "La terapia è quella ufficiale. L'assessore regionale alla sanità della Lombardia, Carlo Borsani, è andato a Modena, dal professore Di Bella, che ha vistato tutta la documentazione". "I risultati che alcuni oncologi definiscono sconfortanti sono in realtà preoccupanti per la stessa categoria che, impotente davanti ai malati terminali, con l'applicazione della Mdb vede un paziente su tre privo di progressione tumorale", di Enrico Aimi, legale del professor Di Bella. E, nonostante il fallimento, Roberto Formigoni dice di essere pronto a riproporre la sperimentazione, malgrado i costi (9 miliardi) siano a totale carico della Regione. "I costi sono enormi - denunciano gli esponenti di Ds - ma quel che è peggio è che si sono alimentate false illusioni tra i malati di cancro. I vertici della regione Lombardia dovrebbero fare autocritica".

La Repubblica 11/07/1998
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