testimonianze

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

testimonianza trata dal sito TGcom
"Grazie alla cura del Prof. Luigi Di Bella, la morfina non la prendo più"

Salve, novembre del 1999 mi è stato diagnosticato il peggior male allo stadio terminale, non voglio parlare di me ,ma voglio parlare del suicidio. Sono stata dimessa dal San Raffaele di Milano con le ossa rotte dal tumore. La diagnosi è stata "vista la gravità e l'estensione del tumore non si può intervenire in niente,consigliamo rivolgersi a un'ospedale vicino casa per la cura anti dolore" (MORFINA e.....) niente cure di nessun tipo perchè non valeva la pena, mi avevano dato 15 o 20 giorni di vita . Ho inziato la cura del Prof. Luigi Di Bella. Non potevo muovermi dalle fratture, anche se ero sotto l'effetto della morfina, li sentivo lo stesso i dolori erano insopportabili. In quei momenti, desideravo suicidarmi, siccome non era possibile perchè ero immobile, allora ho pensato di conservare la morfina per arrivare a formare una over dose . Poi avrei deciso. Tutto questo con lucidità e consapevolezza. Come primo obbiettivo era lottare per la vita ,ma se non vedevo dei risultati mi sarei data (da sola), la morte. Poi accadde qualcosa, la cura piano piano fece un piccolo movimento, la somatostatina (che è l'ormone della non crescita) bloccò il male ,il resto è stata la ricostruzione,delle mie diffese immunitare. I dolori sono sempre stati terribili,ora grazie alla cura del Prof. Luigi Di Bella, la morfina non la prendo più dal mese di settembre ,il resto è sopportazione e quando ho una giornata nò penso al passato e subito mi sento meglio. La conclusione è che finchè c'è vita c'è speranza, la vita è bella, perciò abbiamo il dovere di rispettarla e guardare chi sta peggio ,cercare di aiutare qualcuno (anche solo con una parola di consolazione e di speranza). Io sono per l'eutanasia, controllata da specialisti, su volontà della persona ammalata. Non dai parenti, onde evitare omicidi legalizzati dagli eredi. Al signor Lino vorrei dire coraggio lo so che la sua vita è difficile ma può fare tante cose anche nelle sue condizioni (chiedo scusa se mi permetto ). Punto primo non isolarsi ,mettersi in contatto con altri disabili e volontari. Farsi aiutare , far parte di attività e iniziative utili( può essere divertente) Escluderei l'eutanasia per questo motivo ,anche se serio . Vi ringrazio della possibilità datami per dire la mia , rimango a vostra disposizione per ogni evenienza del caso, se volete telefonarmi il mio n. è (...). con piacere potete darlo anche al signor LINO. Vi porgo i miei più distinti saluti grazie. Maria Amalia Schiavetto

TGcom 22/12/2000
http://www.tgcom.it/RispondeTgCom/risponde/risponde63.shtml  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=299
   
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