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"Consacrata" la sostanza studiata a lungo da Di Bella Premio agli studi del prof. Lissoni «Io non ho spaccato il mondo scientifico»
Melatonina, ora è un farmaco

«A differenza del professor Luigi Di Bella, io non ho voluto spaccare il mondo scientifico». Queste parole sono state attribuite ieri da un quotidiano al professor Paolo Lissoni, oncologo della divisione di Radioterapia dell'Ospedale San Gerardo di Monza, pronunciate alla vigilia di un importante riconoscimento che gli sarà tributato venerdì prossimo a Washington dal prestigioso National Cancer Institute. Il paragone con l'anziano fisiologo modenese si regge sulla circostanza che entrambi hanno dedicato decenni della propria attività di ricerca alla melatonina, una sostanza naturale prodotta dalla ghiandola pineale del nostro cervello, peraltro molto ridicolizzata dai big della medicina, che la considerano "acqua fresca", giusto per usare le parole di un farmacologo molto accreditato presso i mass media. La melatonina era conosciuta in massima parte, fino a pochi anni orsono, per i suoi presunti effetti sulla regolazione dei ritmi del sonno e per i suoi benefici influssi sugli effetti del cambio di fuso orario, il cosiddetto "jet lag", un fenomeno molto noto a chi fa lunghi viaggi in aereo. Quando nel 1997 irruppe il caso Di Bella, gli italiani si accorsero invece che la melatonina faceva parte integrante, anzi rivestiva il ruolo dominante, nella multiterapia anticancro (Mdb) messa a punto da circa 30 anni dal professor Luigi Di Bella e fondata anche su somatostatina, retinoidi, vitamine, bromocriptina, e ciclofosfamide, un chemioterapico somministrato a dosi molto ridotte. Così si espresse il professor Di Bella, il primo ad usare la melatonina nella cura dei tumori, nelle sue prime uscite pubbliche alla vigilia della sperimentazione della Mdb: «La melatonina da sola - ripeteva - non curerà mai nessun tumore, ma non si pensi che senza la melatonina si possano curare efficacemente i tumori». Qualcuno ricorderà che a febbraio 1998, proprio cinque anni or sono, l'allora ministro della sanità Rosy Bindi decise con un colpo a sorpresa di escludere la melatonina dalla cura che ci si apprestava a sperimentare, giustificando la mossa con la circostanza che, secondo lei, «la melatonina non è un farmaco ma un alimento». Dopo le proteste di Di Bella, che si vedeva togliere dalla sperimentazione ora la melatonina, ora le vitamine C e D, ora la ciclofosfamide, e si vedeva inspiegabilmente aggiungere farmaci che nulla avevano a che fare con le sue idee, quale ad esempio il Tamoxifene (e fu per queste strane manovre che il magistrato Guariniello mandò in via Marianini in piena sperimentazione i suoi ispettori a fare luce), dopo tutto ciò la melatonina veniva di nuovo inserita nella Mdb e sperimentata. Già nel 1996, la melatonina aveva subito in Italia attacchi da parte del mondo scientifico e politico. Il governo dell'epoca (con Guzzanti alla Sanità) aveva varato un decreto legge (161 del 25 marzo) con il quale dichiarava illegale la melatonina, e gettava nello sconforto le migliaia di pazienti curati da Di Bella, e anche quelli che tanti benefici stavano ottenendo nei reparti oncologici dell'ospedale San Gerardo di Monza dove il professor Lissoni somministrava la sostanza unitamente alla chemioterapia, dimostrando (ciò che è documentato in diversi studi reperibili nella banca dati medico-scientifica Medline) come la melatonina aiutasse i pazienti terminali sul piano della stabilizzazione dei tumori, sulla qualità della vita e con un aumento della sopravvivenza. Anche sull'onda delle proteste dei pazienti, capitanate da Patrizia Mizzon, mamma di un piccolo paziente di Di Bella, tuttora in buona salute, la Corte Costituzionale dichiarò incostituzionale il decreto e la melatonina tornò, in forma galenica, negli scaffali delle farmacie, giungendo all'apice della sua produzione durante e dopo la sperimentazione della cura Di Bella. Proprio di recente, come abbiamo già riferito, Di Bella e altri medici che seguono il suo metodo, quale il dottor Mauro Todisco, hanno pubblicato su riviste scientifiche americane studi sulla melatonina e sui suoi effetti straordinari nella cura dei tumori e soprattutto sulla piastrinopenia, una malattia dovuta alla riduzione grave di piastine nel sangue, che spesso conduce alla morte. Schopenauer soleva ripetere che «ogni buona idea attraversa tre fasi: dapprima viene derisa, poi viene contestata, infine accettata come ovvia e risaputa». Il futuro ci dirà quanto questo adagio potrà essere applicato anche alle intuizioni di Di Bella e di altri ricercatori che hanno sfidato i rigidi paradigmi della comunità scientifica.

di Vincenzo Brancatisano

La Gazzetta di Modena 26/02/2003
 
   
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