Rassegna scientifica

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

"Severe bleeding symptoms in refractory idiopathic thrombocytopenic purpura: a case successfully treated with melatonin" (Sanguinamento grave nella piastrinopenia idiopatica refrattaria: un caso trattato con successo con la melatonina)
Un caso trattato con successo con la melatonina

E' un lavoro di Mauro Todisco, Piergiorgio Casaccia e Nazzareno Rossi che è stato pubblicato sull'ultimo numero della nota rivista scientifica statunitense American Journal of Therapeutics. Nell'articolo in questione, per la seconda volta nello spazio di pochi mesi, e sempre in riferimento alla scoperta del Prof. Di Bella sul ruolo della melatonina nella cura delle piastrinopenie, Todisco e coll. descrivono di aver utilizzato con successo la melatonina in una paziente affetta da piastrinopenia idiopatica con grave sanguinamento mucosale ed enterico refrattario ai trattamenti praticati (corticosteroidi, ciclofosfamide, plurime trasfusioni di globuli rossi, plasma e piastrine). Come riportato nell'articolo, la paziente, dopo soltanto cinque giorni di assunzione di melatonina, ha visto arrestarsi l'emorragia, e proseguendo nella cura non ha più avuto nuovi episodi emorragici. Si tratta di un articolo che riteniamo importante perché da un lato riconferma la paternità del Prof. Di Bella oltre che sulla scoperta dell'azione piastrinopoietica della melatonina, anche sull'ipotesi di un effetto endoteliale diretto della melatonina (l'arresto del sanguinamento, nel caso descritto da Todisco e coll., è avvenuto nonostante il numero delle piastrine non sia aumentato, sotto melatonina, in maniera significativa; ciò che porta a ritenere, in accordo con quanto già osservato dal Prof. Di Bella, che la melatonina possa avere anche un'azione diretta sull'endotelio vasale), dall'altro può costituire un ulteriore passo verso l'affermazione della melatonina come farmaco per la cura della piastrinopenia idiopatica. Un'affermazione, questa, che, considerata l'assenza di tossicità della melatonina, risulta quanto mai auspicabile tenuto conto del fatto che, come ribadisce Todisco in questo suo ultimo lavoro, la piastrinopenia idiopatica si rivela refrattaria ai cortisonici e alla splenectomia nel 25-30% dei casi e, in queste circostanze, può presentare difficili problemi gestionali. Nei pazienti refrattari, infatti, sono stati proposti altri trattamenti (per es. la ciclosporina, l'azatioprina, il danazolo, la vincristina), ma non ci sono evidenze sufficienti per dare raccomandazioni circa tali alternative di trattamento o per stabilire quando i benefici di questi trattamenti superano i loro potenziali effetti avversi, sicchè, di fatto, i pazienti con piastrinopenia idiopatica refrattaria presentano attualmente una elevata morbilità legata alla malattia e ai suoi trattamenti, ed hanno una mortalità di circa il 16%.

sito Luigi di Bella 09/04/2003
http://www.luigidibella.it/news.htm?detailNumber=1049885744.txt  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=308
   
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