Rassegna scientifica

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


Considerazioni sulla tetralogia terapeutica biologica dei tumori.

Da sempre si è supposto che vi siano dei meccanismi naturali di difesa nel nostro organismo nei confronti della malattia tumorale: in ogni momento le nostre difese naturali portano alla distruzione delle cellule neoplastiche, che nascono in piccola quantità. Un traguardo importante per la scienza moderna è stato quello di avere individuato questi meccanismi di regolazione e ciò che avviene quando viene alterato l'equilibrio neuro-endocrino- immunitario, che rimane alla base del sistema. La cellula tumorale non è da considerarsi una cellu- la estranea all'organismo perché obbedisce alle regole della biologia: ciò che la contraddistingue è la il crescita esagerata", apparentemente senza nessuna regola. Una deduzione razionale a questo punto è quella di mettere in relazione il sistema di accresci- mento cellulare con l'ormone Somatotropo (STH): ogni cellula del nostro organismo presenta sulla sua membrana dei recettori per questo ormone, e la cre- scita cellulare viene appunto regolata da questa influenza ormonale. La cellula tumorale presenta sulla membrana un numero grandissimo di recettori per l'STH, e si dimostra quindi particolarmente recettiva a questo meccanismo. Se esistesse solamente l'Ormone Somatotropo, non vi sarebbe la possibilità di regolazione per la crescita cellulare: esiste naturalmente un neuropeptide detto Somatostatina (SRIF- Somatotropin Release Inibitory Factor), che la funzione di bilanciare l'azione dell'ormone Somatotropo e di regolare il livello di Prolattina. E' stato dimostrato che la Prolattina influenza positivamente l'accrescimento cellulare tanto che è noto che un livello alto di prolattinemia si associa quasi sempre ad una malattia tumorale o ad una probabilità molto alta nell'incidenza di una neoplasia, es. tumore alla mammella. Altra funzione importantissima della Somatostatina è l'inibizione della "angiogenesi" che è caratteristica propria del tessuto tumorale: sono stati individuati dei recettori specifici per la Somatostatina a livello dello strato muscolare dei vasi sanguigni, ed è attraverso questi che si manifesta questo meccanismo di inibizione. Una volta individuati alcuni elementi es- senziali nella regolazione delle difese dell'organi- smo nei confronti della malattia tumorale, che sono rispettivamente l'Ormone Somatotropo, la Somatostatina, la Prolattina e il fattore di accrescimento cellulare (GH), è necessario prendere in considerazio- ne un elemento importante che esercita una funzione modulatrice fra questi elementi, oltre ad avere delle proprietà intrinseche importantissime: si tratta di un neurotrasmettitore secreto dalla ghiandola pinelale detto Melatonina (MLT). La Melatonina fu scoperta da Lerner nel 1968, e successivamente studiata da Reiter nel 1973; ma colui che contemporaneamente a Lemer senza una diretta collaborazione ne intuì e studiò le proprietà è stato il Prof. Di Bella. La funzione regolatrice svolta dalla Melatonina consiste sia nel diminuire la crescita esagerata, che nello stimolare la crescita depressa, nei pazienti affetti da tumore, l'influenza regolatrice della MLT sulla crescita cellulare è fortemente rafforzata dal simultaneo abbassamento dei livelli di GH circolante, influendo negativamente sulla Soma-totropina e sulla secrezione della Prolattina. Di Bella giunse a queste conclusioni dopo aver dimostrato sperimentalmente che la stimolazione elettrica alternata dei nuclei abenulari, induceva un aumento tran- sitorio del numero delle piastrine. In tale modo era stata scoperta la relazione tra una struttura cerebrale ed una funzione di regolazione del tasso piastrinemico. Ma qual era il finalismo di questa funzione? Tutta una serie di intuizioni e di riprove in laborato- rio permise di stabilire che le piastrine sono il serbatoio principale per la Melatonina che pertanto può essere distribuita in qualsiasi parte dell'organismo ed in modo particolare ove ne esista maggiore ne- cessità. L'azione fisiologica della Melatonina si può riportare anche alla sua influenza regolatrice della trascrizione e traslocazione del Growth Factor (GH). Scendendo nei particolari si è visto che la funzione regolatrice del tasso piastrinemico è sostenuta da una secrezione modulata da parte del complesso epi- talamo-pineale di indolo derivati, che portano ad una attivazione dei nervi melatonergici del midollo spinale. La Melatonina e le indolamine epitalamiche inducono una accelerazione dello sviluppo delle cellule staminali a cellule adulte, e lo da megacariocito- blasto a megacariocito maturo. Si è visto inoltre che la melatonina ha un evidente effetto stirnolatore su entrambi i componenti delle cellule eritroidi e mieloidi del midollo. L'effetto sti- molatore della eritropoiesi è rilevato dall'incremento del numero di basofili, di eritroblasti policromatici e orocromatici, così come dei reticolociti, e da un aumento del numero di eritrociti. Le piastrine hanno la capacità di fissare la MLT attraverso un processo di trasporto Na-dipendente e di rilasciarla attraverso un meccanismo esocitosico CA- dipendente. La Me- latonina residua delle piastrine contribuisce alla sta- bilità della membrana delle piastrine, in modo da prevenire l'aggregazione piastrinica e prolungarne il tempo di sopravvivenza. La Melatonina, la Sornatostatina, il fattore di accre- scimento cellulare, l'orrnone Somatotropo e la Prolattina sono quindi gli elementi modulatori che re- golano il meccanismo di accrescimento in senso lato. La grande intuizione di Di Bella è stato il riconoscere che I"accrescimento tumorale" è dovuto ad una disarrnonia fra questi fattori. Esistono svariati agenti di tipo virale, clinico e fisico che interferiscono con le reazioni di crescita, e che possono inne- scare una serie di reazioni anomale che portano alla genesi della patologia tumorale. Tenendo conto delle suddette considerazioni è più facile dedurre che il tumore non è da considerarsi un tessuto estraneo, ma al contrario facente parte della biologia del nostro organismo. La terapia biologica dei tumori è basata proprio su questo principio: riportare l'organismo all'omeostasi, integrando i fattori visti sopra che risultano deficitari. Può avvenire che nella patogenesi di una patologia vi sia un insufficiente apporto di triptofano nella dieta, o MLT'endogena sintetizzata sia inadeguata: ne scende che la sornministrazione di MLT è necessaria ma non sufficiente per neutralizzare la malattia turnorale. Si intuisce quindi che la somministrazione di Sornatostatina, Bromocriptina (antagonista della Prolattina) possono essere di notevole utilità per raggiungere lo scopo. Un'altra con- siderazione è necessaria fare, circa le funzioni dei retinoidi nella regolazione dei meccanismi immunitari. Essi sono regolati dalla vitamina A e ci provengono dalla dieta. La funzione dei retinoidi è quella di regolare il trofismo delle strutture derivare dal foglietto ectodermico (alcune proteine come P 43 e la Fibronectina, concorrono alla strutturazione) della membrana basale, che fisiologicamente è deputata ad impedire il processo di metastatizzazione). Il superamento della membrana basale è dovuto ad una alterazione della formazione delle proteine suddette. 1 retinoidi inoltre esercitano un effetto stimolante sulla immunità cellulo-mediata promuovendo la secrezione di Interleuchina 2 e quindi l'aumento di cc T-Killer, T- helper, e natural-Killer. Altra funzione importantissima dei retinoidi è quella di influenzare positivamente le ce emopoietiche, e quella di regolare la trascrizione genetica, la differenziazione e la proliferazione cellulare. Per gli effetti antiossidanti è necessario non trascurare la vitamina E che si presta a diluire soprattutto piccole quantità di vitamina A (il fabbisogno di vitamina A è estremamente piccolo, e dosaggi elevati di questa potrebbero essere tossici). La considerazione finale della terapia biologica dei tumori ideata da Di Bella è che essa rappresenta una strategia senza alcun effetto citotossico che mira a ristabilire un equilibrio omeostatico perduto per molteplici fattori. E'impensabile voler curare una neoplasia usando un solo farmaco, avendo considerato quanto sia complessa la biologia del tumore. In questo contesto non è assolutamente fuori posto anche usare piccole quantità di antiblastici, in modo che possano essere eliminati nelle 24 ore, con lo scopo di accelerare la riduzione della massa neoplastica. Utile può essere inoltre la funzione dell'ACTH per correggere la pressione arteriosa al di sopra della norma e per esercitare una influenza positiva a livello immunitario dato che in presenza di fattori di accrescimento dei linfociti, esso aumenta la sintesi delle immuno- globuline (IG).

Prof. Achille Norsa

Per Vivere 01/05/2000
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