testimonianze

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


Storia di Marco

Dalla Puglia ci scrivono due genitori, con la preghiera di pubblicare la loro lettera, affinchè la loro testimonianza costituisca una ulteriore prova della serietà e scientificità del metodo del prof. Luigi Di Bella. Naturalmente preferiamo non dare i nomi, pur avendone l'autorizzazione e ci permettiamo di sintetizzare in certi punti quanto i due genitori ci scrivono a proposito del loro bambino che chiameremo Marco. Il 19 marzo 1996 marco viene operato d'urgenza al cervelietto (astrocitoma pilocitico di 1 ° livello) nell'ospedale di Lecce. Visite successive in ospedali specializzati di Torino e di Milano confermano la diagnosi e lo ritengono non assoggettabile ad alcun tipo di terapia. Nel 1998 per i forti dolori alle gambe e alla schiena viene di nuovo ricoverato e gli riscontrano metastasi multiple spinali; una in particolare gli procurava que- gli atroci dolori per cui si dovette porre immediato ri- medio con 32 gocce di soldesan (cortisone) al mattino e 32 alla sera e all'occorrenza con iniezione di toradold. Era necessario inoltre l'intervento con una valvola di drenaggio a causa dell'idrocefalo alterato. Ci recammo per la seconda volta in un centro oncologico specializzato di Torino e il quadro che ci prospettarono fu estremamente tragico e con scarse possibilità per un esito favorevole. Il bambino, secondo il professore che lo visitò, doveva essere immediatamente sottoposto ad un intervento chirurgico alla spina dorsale per togliere la metastasi più grossa (con il rischio di paralisi totale), e si doveva prelevare del midollo osseo per un eventuale autotrapianto che poteva rendersi necessario successivamente alla chemio e radioterapia; non davano alcuna garanzia di buon esito, giacché a loro parere, quel tipo di tumori risultano essere normalmente insensibili alle terapie tradizionali. Alla richiesta di procedere ugualmente, chiedemmo qualche giorno per riflettere. Intanto era scoppiato il caso Di Bella e con fatica riuscimmo ad avere da lui un consulto. Il Prof. Di Bella lo visitò, esaminò tutto l'incartamento e si dichiarò disposto a curarlo (gratuitamente come sempre) ed a guarirlo, purché seguisse esattamente le prescrizioni e si procurassero i medicinali presso farmacie di assoluta fiducia. Uscimmo dallo studio del Professore sconvolti e più confusi di prima, in non perfetto accordo tra me e mia moglie, e indecisi sulla strada da seguire per salvare nostro figlio di dieci anni. Era il mese aprile ed in attesa dell'intervento per l'inserimento di una valvola di drenaggio, decidemmo di iniziare con la terapia Di Bella, sicuramente meno invasiva e meno distruttiva della tradizionale, ma con l'aggiunta del cortisone e degli antidolorifici. Dopo l'intervento per la valvola di drenaggio, in maggio, su consiglio di amici, ci recammo per una visita presso un illustre neurologo di Milano, il quale andò su tutte le furie non appena si accorse dalle carte che il bambino veniva curato con il metodo Di Bella: disse cose innominabili e ci chiamò assassini di nostro figlio. Ci segnalò invece una dottoressa, secondo lui, seria (rispetto a Di Bella), presso il Centro nazionale tumori di Milano, dove noi puntualmente ci recammo per ben tré volte prima di avere un appuntamento, al quale però la dottoressa si fece sostituire da altro medico che ci confermò quanto sapevamo già, e cioè che per Marco c'era poco da fare, in quanto il tipo di tumore da cui era affetto risultava insensibile a qualunque chemio e radioterapia. Chiedemmo allora se ci fosse qualche centro in America o in capo al mondo per salvare nostro figlio, ma la risposta fu negativa. Da quel momento capimmo che la nostra unica speranza era la cura Di Bella. E, difatti, già dopo cinque mesi dall'inizio della cura. Marco cominciò a migliorare visibilmente, il cortisone fu sospeso definitivamente, i dolori scomparvero e il bambino acquistò energia e vitalità tanto da fare i bagni nel mese di agosto. CONCLUSIONE Da allora sono passati circa 5 anni e Marco sta bene senza aver fatto neanche mezza dose di chemio- radioterapia: ha avuto da subito una qualità della vita buona e senza sofferenze; dopo tré anni di cura mediante la somatostatina tutte le sere, ora continua la cura Di Bella sotto forma di mantenimento usando una iniezione intramuscolare di longostatina "Lar30" una volta al mese. Le risonanze magnetiche periodiche di controllo escludono qualsiasi progresso della malattia e tutto ciò grazie ad uno "stregone" (così fu definito Di Bella, professore universitario plurilaureato) il quale visitò ed ha continuato a visitare Marco gratuitamente.

Per Vivere 31/05/2003
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