Rassegna scientifica

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


La chemioterapia ottiene l'80%di remissioni ma meno del 40% di guarigioni delle leucemia linfloblastica acuta

NATIONAL LIBRARY OF MEDICINE: IGM FULL RECORD SCREEN TITLE:Improved cure rate in children with B-cell acute lymphoblastie leukaen˙a (B-ALL) and stage IV B-cell non-Hodgkins's lymphoma (B-NHL)results of the UKCCSG 9003 protocol.AUTHORS: Atra A.Gerrard M.Hobson R.Imeson JD. Ashley S.Pinkerton CR. A.afflliaton:Department of Pediatrie OncologyThe Royal Marsden Hospital NUS trust/Institute of Cancer Research, Sutton, Surrey,UK. SOURCE: Br J Cancer 1998 Jun,77 (12):2281-5. CITATION IDS:PMID:9649146 Ul:98311480.ABSTRACT:from June 1990 to February 1996,35 patients witth B-cell acu- te lymphoblastie leukaemia (B-ALL) 13 of whom bad CNS disease and 28 patients with stage IV B-cell non- Hodgkin's lymphoma (▀-NUL) 22 of whom had CNS in- volvment were treated with a short, intensive multiagent chemotherapy regimen(UKCCSG 9003 protocol) based on the French LMB 86 regimen fifty-five were boys. The age range was 1 1 months to 16.5 years (median 8.4 years).Chemotherapy included cyclophoshamide, vincri- stine, daunorubicin, high-dose methotrexate (COPA-DM) and etoposidelhigh-dose cytarabine CYVE) with fre- quent intrathecal (i.t) triple therapy (methotrexate, cyta- rabine and hydrocortisone). Cranial irradiation (24 Gy in 15 fractions) was recommended in patients with overt CNS disease. One patient with iskott-Aldrich syndrome was witthdrawn after entry and has been excluded from the analysis. Ten patients (16%) have relapsed (CNS, four, BM, two, combined CNS and BM, three, and jaw, one) 4-11 months after diagnosis and two patients never achieved complete remission (CR). Alle have died. In se- ven of the patients who relapsed, treatment had been mo- dified or delayded because of poor clinical condition. Se- ven patients (1 1 %) died of toxicity 1 1 days to 4 months after diagnosis. The cause of death was sepsis with renal failure (n=2). With a median follow-up of 3.1 years from diagnosis confirins the effectiveness of this regimen with regard to the relapse rate (1 6%), although the rate of toxic death is of concem.. COMMENTO I - Questo studio riguarda 63 persone, affette da linfoma non Hodgkin IV stadio e leucemia linfoblastica acuta con cellule di tipo B(B-ALL); di qs. 63 pz., 55 erano bambini con etÓ media 4-8 anni. Sul totale dei 63 pazienti, in 35 vi era una diffusione della patologia al sistema nervoso. 2 qs.pz. furono sottoposti ad un cielo intensivo di chemioterapia (regime francese LMB86); 1 farmaci usati furono: cyclophosfamide, vincristine, claunorubicin high- dose intrathecal (i.t.) triple therapy (metrotrexate, cytara- bine and hydrocortisone). Cranial irradiation (24 Gy in 15fraetions) was recommended in patients with overt CNS disease. 3] Risultati: la remissione completa o papziale fu raggiunta in 63 pz., 2 pz. non ebbero remissione e morirono, la sopravvivenza fu del 69% (43 persone) dopo 3 anni, la tossicitÓ fu elevata: l'l 1 % dei pz. (7 persone) morirono per tossicitÓ, da trattamenti chemio-radioterapico in un periodo fra 4 giorni ed 1 1 mesi dalla diagnosi. La morte fu dovuta in tutti i casi ad una infezione generalizzata (in 2 casi accompagnata da insufficienza renale). 4) Questi dati dimostrano che la terapia convenzionale ottiene la remissione del tumore in quasi tutti i casi di leucemia linfoblastica acuta a cellule B e nel linfoma non Hodgink di stadio IV; tale ren˙ssione Ŕ per˛ frequente- mente seguita da recidive. Inoltre il trattamento Ŕ altamente tossico: sommando i 2 fattori, la sopravvivenza dopo pochi anni (3) Ŕ molto inferiore alla percentuale di remissioni. Questi dati sono confermati da un altro recente studio [1] che documenta come, sempre nella leucemia linfoblastica acuta, la percentuale di casi in cui non si ha pi¨ malattia diminuisce col passare dei ternpo: dopo 8 an- ni Ŕ del 53%, e dopo 14 anni del 39%. L 'oncologia ufficiale parla sempre di buoni risultati della terapia intendendo che si hanno una elevata percentuale di ren˙ssioni dalla neoplasia, ma poichŔ l'efficacia o meno della terapia in campo oncologico Ŕ dimostrata dalla sopravvivenza a lungo tern˙ne nella ALL Ŕ inferiore al 40% con i trattamenti convenzionali, Ŕ ora che sia chiarito che in realtÓ i risultati terapeutici, anche con i pi¨ moderni trattamenti convenzionali, sono nel tempo molto bassi, e che la sopravvivenza a lungo termine (40%) Ŕ circa la metÓ delle remissioni che vengono ottenute a breve termine (80%). La morte per tossicitÓ Ŕ dovuta ad infezioni generalizzate causate dalla leucopenia e generale compromissione del sistema immunitario dovuta alla chemioradioterapia. Nel caso di Kheta B. ricordiamo che dopo la chemioterapia i globuli bianchi erano arrivati a 1000/nýml, cioŔ ad un 115 -116 del valore normale in queste condizioni le possibilitÓ di morte per infezione generalizzata, come riportato nel- lo studio, sono molto elevate. 1] Long-terrn results of 2 therapeutie protocols in children with acute lyrnphoblastie leuken˙a of usuals risk. Experienee at the 20th of November National Medical Center; Lopez-Hermandez M.A; de Diego Flores- Chapa J.; Borbolla-Escoboza JR. Trueba-Christy E.carillo-Rosales Tgonzales-Avante M.Servicio de Hernatologia, Centro Medico Nacional ISSTE Mexico, D.F.; Gac Med Mex 1998 MarApr. 134(2):145-51.

Per Vivere 01/07/1999
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