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Di Bella torna a casa? I medici lo trattengono

Luigi Di Bella rimarrà all'ospedale Estense, anche se negli ultimi giorni le sue condizioni sono migliorate rispetto al giorno del ricovero. La notizia è di ieri, ed è stato lo stesso Adolfo Di Bella, figlio del fisiologo modenese, a darne l'annuncio. La sua dichiarazione si è resa necessaria visto che nel corso della giornata si sono rincorse diverse voci, secondo le quali il professor Di Bella (nella foto) sarebbe stato pronto per il rientro a casa: per i medici la fase acuta della crisi si è risolta, e in più, lo stesso professore ha chiesto nei giorni scorsi di essere dimesso. Per questo l'eventualità delle sue dimissioni probabilmente è stata presa in esame. «Ma la situazione clinica di mio padre rimane molto delicata — ha detto Adolfo Di Bella — nonostante nei giorni scorsi ci sia stato un lieve miglioramento delle condizioni generali. Per questo i medici del reparto di Medicina Prima dell'ospedale Estense alla fine si sono dichiarati disponibili a continuare le cure e a trattenere mio padre in reparto, almeno fino al ristabilimento delle condizioni ottimali». In effetti, come da noi riportato due giorni fa, l'anziano fisiologo, durante un momento di lucidità, aveva chiesto espressamente di rientrare a casa, dicendo che il suo microscopio aveva aspettato anche troppo. Una frase che rispecchia in pieno il carattere del professore. «Con lui ho girato tutto il mondo — ha detto l'avvocato Enrico Aimi — per partecipare a convegni e simposi. Dopo qualche giorno sentiva subito l'esigenza di rientrare a casa: voleva continuare i suoi studi e le sue ricerche, non vedeva l'ora di ricominciare le visite ai suoi pazienti. Questo è il suo mondo, la sua vita, e dopo qualche giorno tutto ciò gli manca». Ma la passione che anima il professore deve fare i conti con l'età avanzata e con le condizioni fisiche ancora provate dalla crisi respiratoria che lo ha colpito nei giorni scorsi. Ricordiamo che Luigi Di Bella è stato ricoverato all'ospedale Estense nella notte tra domenica e lunedì 26 maggio a causa di una crisi respiratoria, aggravata probabilmente dalla delicata condizione clinica del fisiologo, che nel maggio dello scorso anno ha subito un intervento al cuore durante il quale gli è stato impiantato un pace maker. A rendere più critiche le condizioni del professore è stata un'infezione alle vie urinarie, che ha rischiato di compromettere il funzionamento dei reni. Due giorni fa il miglioramento, con la parziale guarigione dall'infezione e l'abbassamento della febbre. Il professore ha aperto gli occhi ed è anche riuscito a fare colazione, bevendo un caffèlatte e mangiando qualche biscotto. Un miglioramento che lo ha spinto a chiedere coraggiosamente di essere dimesso.

di Roberto Grimaldi

Il Resto del Carlino 07/06/2003
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/29/5:4460314:/2003/06/07  
   
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