Rassegna stampa

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Intervista ad Adolfo, uno dei figli dell'anziano fisiologo ricoverato all'Estense, indignato da una falsa intervista: 'Mi ha dettato le sue volontà'
'Difenderò il lavoro di mio padre dagli sciacalli'

Le condizioni del professore sono drammatiche - 'Ma la sua terapia avrà successo' Per chi vorrà sottoporsi alla cura del fisiologo 2 punti di riferimento 'Il resto è abusivismo' Il professor Di Bella sta male. E' ancora ricoverato all'ospedale e, considerando le sue condizioni e la sua età - è ultranovantenne - i famigliari temono il peggio. In questa intervista uno dei due figli del fisiologo, Adolfo Di Bella, parla del padre e del futuro della terapia. Condanna episodi di "sciacallaggio" e avverte: difenderemo il suo lavoro e il suo pensiero, ci sarà molto lavoro per gli avvocati. Adolfo Di Bella, come sta suo padre? «Le sue condizioni sono molto precarie, siamo pessimisti. Mi limito a dire questo... Comunque, non ci aspettiamo nulla di buono». Un'intervista uscita su Il Giornale lo descrive abbastanza lucido... «Quell'articolo ha indignato tutti. E' un falso, l'intervista non è mai avvenuta. Tutti qui, anche i medici, possono testimoniare che mio padre da tempo non è in grado di parlare. E' vergognoso: gli hanno fatto dire banalità estranee non solo al suo pensiero, ma anche al suo stile. E' una operazione inqualificabile, anche perchè lui, purtroppo, non può replicare, né smentire». Che cosa avete intenzione di fare? «Procederemo contro i responsabili. Un avvocato è già al lavoro per questo. E interesseremo anche l'Ordine dei giornalisti». I pazienti si chiedono che ne sarà della terapia Di Bella una volta che il professore non ci sarà più. «Mio padre mi ha dettato alcune volontà di carattere ideale. E su questo punto è stato chiaro: la terapia di affermerà, statene certi, sul piano scientifico e non politico. Lui, d'altra parte, la politica lui l'ha sempre esecrata. E poi ancora ha detto: "pochi medici sanno prescriverla, ma esiste materiale più che abbondante per approfondire e comprendere"». Ma chi raccoglierà questa eredità? «Questo è quello che lui ha detto: "Io non ho allievi, non conosco alcun laureato in grado di comprendere adeguatamente, e men che meno far progredire, la mia concezione scientifica". E' una frase che vuole far piazza pulita dell'imperversante parassitismo di questi anni». Se c'è stato parassitismo sulla terapia Di Bella, quando il professore non ci sarà più, andrà ancor peggio. «Penso proprio che, in futuro, ci sarà molto lavoro per gli avvocati». Ma che ne sarà della terapia: per tanti è una speranza che vale la vita. «Lui distingue due piani, quello scientifico e quello clinico. Per quanto riguarda il primo, mio padre pensa che dovrà passare almeno una generazione prima che qualcuno sia in grado di riprendere il filo della sua ricerca, comprendendola a fondo. Dal punto di vista clinico, quello che in questo momento interessa tanti pazienti, lui ha affermato che esistono pochi medici capaci di praticare con correttezza la terapia. Ma la terapia ha un futuro e, come dice mio padre, si affermerà, statene certi». Negli ultimi anni numerose ricerche hanno dato valore alle tesi sostenute dal professore. Ma il merito di essere stato un precursore, ad esempio sulla somatostatina, non gli è mai stato riconosciuto. Come la prendeva? «Commentava in modo beffardo. Diceva: non hanno capito che non si tratta di un semplice insieme di sostanze, ma di una visione complessiva. Non è una terapia, la sua, bensì un metodo basato sulla fisiologia e su altre discipline mediche». Un approccio interdisciplinare? «Più o meno. E visto che impera il protocollismo, ecco che lui non vede al momento persone che abbiano una visione d'insieme come la sua. Non è pessimista, ripete che ci vuole tempo». Ma dal punto di vista pratico, una persona che desidera seguire la terapia cosa dovrà fare per evitare i "parassiti"? «Io ho la documentazione necessaria per imporre il rispetto della volontà di mio padre, anche dal punto di vista legale. Lui ha ufficialmente legittimato due riferimenti. Da una parte il soto internet ufficiale www.luigidibella.it, dall'altra ha stilato un elenco di associazioni da lui riconosciute. Ovviamente, ha escluso quelle che non offrono garanzie di serietà. Queste associazioni sono state incaricate di tenere i contatti con le istituzioni, di assistere i malati e - soprattutto - di dare consigli sui quei pochi medici che mio padre ritiene, per onestà e competenza, affidabili nel prescrivere la sua terapia». L'elenco delle associazioni dove si trova? «Sul sito internet ufficiale. Al di fuori di questi due riferimenti - il sito internet e l'elenco delle associazioni riconosciute - esiste solo l'abusivismo più deteriore».

g.g.

La Gazzetta di Modena 26/06/2003
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/gazzettamodena/arch_26/modena/cronaca/dc701.htm  
   
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