Rassegna stampa

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Il 17 luglio avrebbe compiuto 91 anni. Era ricoverato da alcune settimane in ospedale a Modena. Sirchia, persona limpida e onesta
E' morto il Prof. Di Bella, Una Vita Contro Il Cancro

MODENA - Il professor Luigi Di Bella e' morto questa mattina nella divisione di medicina dell' ospedale Estense di Modena, dove era ricoverato da alcune settimane. Il 17 luglio avrebbe compiuto 91 anni. La notizia del decesso e' stata confermata dal legale della famiglia, l' avvocato modenese Enrico Aimi. All' interno dell' ospedale c'e' invece la consegna del silenzio e per ora non sono previsti bollettini medici. Al momento della morte del professore - ha riferito Aimi - al capezzale dello scienziato c' erano i familiari e i piu' stretti collaboratori. Luigi Di Bella - celebre per la discussa terapia anticancro a base di somatostatina, melatonina e retinoidi - era stato ricoverato d' urgenza a fine maggio in condizioni molto gravi, a causa di una crisi respiratoria indotta anche da pregressi problemi cardiorespiratori che ne avevano consigliato un primo ricovero l' anno scorso in clinica, dove gli era stato impiantato un pace-maker. CAMERA ARDENTE ALL' OSPEDALE S.AGOSTINO La camera ardente in cui sara' esposta la salma del professor Luigi Di Bella e' in corso di allestimento all' ospedale Sant' Agostino, prospiciente all' ''Estense'', dove e' avvenuto il decesso. E' quanto si e' appreso in attesa del comunicato ufficiale della famiglia del medico. La salma dovrebbe essere trasferita dal reparto di Medicina nel primissimo pomeriggio al Sant' Agostino, che ha locali adatti all' allestimento di una camera ardente. A quanto si e' appreso, l' ora del decesso e' stata refertata alle 10.10 del mattino. Nato a Linguaglossa, in provincia di Catania, il 17 luglio 1912, ultimo di tredici figli, Luigi Di Bella si laurea il 14 luglio 1936 in Medicina e Chirurgia con 110 e lode all'UniversitÓ di Bari. Lo stesso anno si abilita all'esercizio della professione medica nell'UniversitÓ di Parma, presso la quale e' aiuto incaricato per tre anni nell'Istituto di Fisiologia Umana. Nel luglio 1939 e' nominato assistente ordinario, avendo superato il Concorso Nazionale per assistenti. Il 3 settembre 1939 sposa Francesca Costa (scomparsa il 13 marzo 1993); dal matrimonio nasceranno 2 figli: Giuseppe (1941) e Adolfo (1947). Dal 1939 al 1947 e' Aiuto Ordinario alla Cattedra di Fisiologia Umana dell'UniversitÓ di Modena. Nel 1941, col grado di capitano medico di complemento, parte per la Grecia, dove dirige l'Ospedale da campo della 39ma divisione Acqui e, nel 1942, della 209ma divisione Modena. Dal 1943 e' incaricato del Corso di Fisiologia Generale per Scienze Naturali, Scienze Biologiche e Farmacia. Nel 48 consegue la libera docenza in Fisiologia Umana e, sempre lo stesso anno, in Chimica Biologica. Gli vengono riconosciute le seguenti maturita': scientifica e didattica per la Cattedra di Fisiologia Generale e Speciale degli animali domestici con elementi di Chimica Biologica; per la Cattedra di Fisiologia Umana; per la Cattedra di Fisiologia Generale. E' incaricato di Fisiologia I fondamentale nella Facolta' di Medicina e Chirurgia dell'Universita' di Modena. Dal 1984, anno del pensionamento, continua la sua attivita' di ricerca nel laboratorio privato, presso il quale continua a ricevere i propri pazienti. Il 2 luglio 1997 al 33mo Congresso Mondiale di Fisiologia di San Pietroburgo presenta i risultati preliminari di una sua ricerca che apre ulteriori nuove strade nella lotta ai tumori prevedendo l'impiego delle citocalasine-B. Nel 1998, l'assemblea legislativa dello Stato di Rio de Janeiro riconosce la validita' delle sue terapie e le mette a disposizione dei cittadini che ne vogliono usufruire. Nello stesso anno viene sperimentata in Italia la multiterapia Di Bella, al Professore pero' non viene offerta la possibilitÓ di parteciparvi direttamente pertanto ne contesta la validita' e si aprono indagini dalla magistratura sulla corretta esecuzione della sperimentazione e sulla regolarita' dei farmaci utilizzati. 01/07/2003 12:02

ANSA 01/07/2003
http://www.ansa.it/fdg01/200307011202111581/200307011202111581.shtml  
   
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