Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

Giuseppe Matarrese, del CNR: "La sperimentazione andava fatta in maniera più completa e approfondita. Le polemiche intorno alla cura e la troppa fretta non hanno aiutato".
"Terapia Di Bella, occasione mancata"

MILANO – La scomparsa del professor Luigi Di Bella, avvenuta oggi a Modena , riporta in primo piano la multiterapia e le polemiche che hanno accompagnato la sperimentazione della sua famosa cura contro il cancro. Quale giudizio dare, oggi, a distanza di anni, sulla validità della multiterapia? Risponde Giuseppe Matarrese, ricercatore del Gruppo di ImmunoEndocrinologia del CNR. Si può dare un giudizio sull’efficacia della multiterapia Di Bella? Il mio giudizio umano sul professor Di Bella è quello di una personalità forte, interessante, da prendere ad esempio per la passione nel lavoro. Non sono mai stato tra i suoi detrattori, ma quello che non mi è piaciuto è stato lo schieramento tra chi era a favore e i suoi critici. Il risultato scientifico ha bisogno di essere valutato con serenità e il bailamme che si era creato non ha certo aiutato. È possibile però capire, a distanza di tempo, se la sperimentazione ha fallito? Non posso dire se ha fallito o meno, certo che le polemiche e le pressioni politiche non hanno aiutato la sperimentazione. Sono mancate le fasi precedenti all’applicazione del metodo sui pazienti. Una sperimentazione ha bisogno di test di laboratorio, sulle cavie, per avere risultati più precisi. L’aver sperimentato sui malati ha probabilmente cambiato alcuni valori all’intera terapia. Il problema è stata la “costrizione”, causata dalle pressioni, che ha portato a saltare dei passaggi per arrivare a dei risultati concreti. Il problema è stato anche che le persone su cui la terapia è stata sperimentata erano malati terminali, quindi le reazioni al cocktail potevano essere positive o negative sia per gli effetti della multiterapia, ma anche per cure, come la chemioterapia, a cui si erano sottoposti fino a poco tempo prima. I farmaci del protocollo (l'insieme delle medicine che componevano la multiterapia) hanno realmente capacità antitumorali? La modalità e le dosi previste dalla multiterapia erano particolari e originali e per questo dico che la sperimentazione andava fatta in maniera più completa e approfondita. Di Bella non è stato l’unico a cercare una strada alternativa nella cura dei tumori, altri scienziati provano nuovi percorsi. La sperimentazione ha costi alti, ma va seguita. L’importante è non cavalcare l’onda della speranza, rischiando di influenzare i risultati per la troppa fretta. Il professor Di Bella si basava essenzialmente sull’osservazione clinica. Senza il baccano che c’è stato intorno, la sperimentazione avrebbe potuto essere più approfondita e dare risultati scientificamente più validi. (1 LUGLIO 2003; ORE 14.20)

di Valentino Maiorano

Il Nuovo 01/07/2003
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