Rassegna stampa

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In tanti devono la vita al Prof. Luigi Di Bella

In tanti devono la vita al professor Di Bella. I casi di persone colpite da tumore e date per spacciate, che sono riuscite a migliorare o addirittura a guarire dalla malattie grazie alle cure del fisiologo modenese, sono migliaia. I casi più ecletanti sono saliti alla ribalta della cronaca, tanti altri, per questione di riservatezza, sono rimasti tra le mura familiari dei pazienti. Nei giorni delle polemiche, quando sulla cura Di Bella piovevano critiche da ogni parte, tanti pazienti decisero di gridare al mondo la loro gratitudine per il professore. Basta visitare il sito www.luigidibella.it per trovare tanti racconti che vanno tutti in un'unica direzione. Furono gli stessi genitori, con tanto di referti medici, a raccontare la storia di un bambino di tre anni guarito da una forma di tumore che stava minacciando la sua giovane vita. Ci fu un momento in cui il piccolo rischiò anche l'amputazione della gamba destra e di parte del bacino. I genitori a quel punto si affidarono a Di Bella, e a distanza di qualche mese della malattia restò solo una cicatrice, segno della regressione del tumore. La famigliola che fece ricorso alla cura del professore è originaria di Messina. Era il 1999: disperati, i genitori bussarono alla porta dello studio di via Mariannini con in braccio il loro figlioletto di tre mesi: nato con un gonfiore nella zona inguinale, gli fu diagnosticata una lesione tumorale al femore. Il ciclo di chemioterapia si dimostrò inutile, la lesione invece di regredire era aumentata: per i medici, l'amputaizone era inevitabile. Il professor Di Bella lesse le cartelle cliniche e prescrisse la sua cura. Dopo tre anni il tumore era completamente regredito. E' di appena l'anno scorso un caso tra i più eclatanti: una donna di 40 anni, la signora M., colpita da un avanzato tumore al seno con metastasi a fegato, polmoni e perfino alle ossa, con il marcatore tumorale alle stelle, decise nell'agosto del 2001 di rivolgersi a Di Bella, visto che non voleva affrontare la via crucis della chemioterapia che aveva già provocato sofferenze atroci al padre, morto pochi mesi prima. Grazie alla cura del professore, in quattro mesi il marcatore tumorale precipitò a livelli fisiologici, la massa tumorale si ridusse e lei, costretta letto, riprese una vita normale, ricominciando addirittura a frequentare la palestra. Il caso della signora M. è il più clamoroso tra quelli di cui il professor Di Bella parlava nei suoi congressi. Gabriele Pacchin, agricoltore vicentino di 70 anni, si espose in prima persona raccontando la sua storia: «Sono guarito dal cancro con la terapia del professor Di Bella — raccontà ai giornali — lo confermano anche i certificati dei primari a cui mi sono rivolto dopo la guarigione. Nel settembre del '97 fui colpito da tumore allo stomaco.Venni operato a ottobre, poi sottoposto a chemioterapia all'ospedale di Vicenza. Dopo 5 sedute comnciai a stare malissimo, fino ad andare in coma. A quel punto sospesi la cura e iniziai la terapia del professore: due anni dopo la divisione oncologica del Centro di Aviano mi ha diagnosticato una remissione completa del male. Ho chiamato Di Bella per ringraziarlo, gli ho parlato al telefono: l'ho ringraziato, lui mi ha detto di continuare ancora la cura. Mi veniva da piangere, gli dovevo la vita».

di Roberto Grimaldi

Il Resto del Carlino 02/07/2003
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/29/4:4517430:/2003/07/02  
   
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