Rassegna stampa

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Modena. Dopo settimane di degenza s'è spento ieri mattina all'Estense il fisiologo che ha legato il suo nome ad una terapia contro il cancro A giorni avrebbe compiuto i 91 anni. I funerali oggi alle 12 a Fanano La salma sarà sepolta accanto a quella di Maria Teresa Rossi sua allieva prediletta e poi collaboratrice
E' morto il professor Luigi Di Bella

MODENA. E' morto ieri mattina, alle 10,10, all'ospedale Estense dove era ricoverato da poco più di un mese, il professor Luigi Di Bella, il fisiologo, che tra pochi giorni avrebbe compiuto 91 anni, che ha legato il suo nome ad una terapia anti-cancro al centro, qualche anno fa, di una sperimentazione chiusa sì con la bocciatura del "metodo" da parte della medicina ufficiale e delle istituzioni sanitarie ma sempre sostenuta dai suoi pazienti. Sono molti infatti coloro che a Di Bella devono tanto o che sono almeno convinti che il professore abbia indicato loro con le sue cure la via di una guarigione, di un miglioramento o di una più dignitosa gestione della malattia. D'altra parte Di Bella era ancora un medico d'altri tempi, un ricercatore, uno studioso che metteva la sua conoscenza a disposizione degli altri. Arcinoto, ad esempio, il fatto che curasse senza farsi pagare, che lavorasse fino all'inverosimile. La salma del prof. Luigi Di Bella sarà portata stamattina a Fanano dove si svolgeranno, alle 12, le esequie e dove il fisiologo sarà poi sepolto accanto all'allieva prediletta Maria Teresa Rossi. Cordoglio sia nel mondo scientifico che politico. -------------------------------------------------------------------------------- Ieri mattina si è spento il professor Luigi Di Bella, il celebre fisiologo e ricercatore modenese autore della terapia anticancro che negli anni scorsi ha suscitato controversie e speranze. Il 17 luglio avrebbe compiuto 91. Da settimane era ricoverato al reparto di Medicina dell'Ospedale Estense. La notizia del decesso, avvenuto alle 10.10 circa, è stata confermata dal legale di famiglia Enrico Aimi. Il funerale si terrà questa mattina: il corteo partirà alle 10.30 dalla Camera Ardente del Sant'Agostino alla volta della chiesa parrocchiale di Fanano dove si terrà la funzione alle 12. «Se ne è andato sereno», ha annunciato ieri il figlio Giuseppe nel corso di un'intervista a Tg4 rilasciata dall'Ospedale Estense. Luigi Di Bella era morto poco prima, alle 10.10, nella struttura dell'Usl in viale Vittorio Veneto. La notizia della scomparsa dell'anziano fisiologo e ricercatore - avrebbe compiuto 91 anni tra pochi giorni - è circolata immediatamente: alle 10.10 i medici avevano dichiarato che aveva cessato di vivere e a mezzogiorno intorno all'Ospedale Estense si stavano già radunando le prime troupe televisive, mentre polizia e vigili urbani controllavano con discrezione. Su, accanto al professore, si trovavano i parenti più stretti: i figli Adolfo e Giuseppe e la moglie del primo. Nessuna dichiarazione ufficiale. Solo uno scarno lancio di notizia dall'Ansa. Poi le interviste di Giuseppe a Tg4 e Tg5. Il contenuto era sempre lo stesso: una morte serena e una grande eredità da sviluppare e tutelare. Il figlio, anche lui medico, ha ringraziato il ministro Sirchia per aver elogiato il padre sperimentatore. Poi, dopo una lunga pausa, intorno alle 15.15 quattro moto dei vigili urbani si fermano in viale Berengario davanti al portone della Camera Ardente dell'Ospedale Sant'Agostino. Segue un furgone funerario che entra dal cancello di servizio del Sant'Agostino. Trasporta la salma vestita in doppiopetto blu. Qualcuno chiude al pubblico la Camera Ardente, mentre il cancello del cortile si interpone a telecamere e microfoni. E' chiaro che tra famiglia e mass media si è creata una barriera. Passa una decina di minuti, il tempo di spostare la salma nella Camera Ardente, e compare il figlio Adolfo. Avvicinandosi ai microfoni annuncia che il lutto avverrà in forma strettamente privata. Inutili le rimostranze dei cronisti. Adolfo taglia corto: «Anche un personaggio pubblico ha il diritto di morire come desidera e che sia rispettata la sua volontà». Spiega che il padre aveva dato disposizioni precise e che i familiari sono tenuti a rispettarle,e quindi per motivi di privacy. Le conferme a questa disposizione del ricercatore defunto saranno numerose. I parenti stessi si rifiutano di farsi avvicinare dai giornalisti. Solo Giuseppe farà ancora una volta da portavoce, ma solo a proposito dell'eredità scientifica e spirituale del padre, un lascito difficile da portare avanti correttamente ma che per lui costituirà un impegno. Intorno alle 16 davanti alla porta interna del cortile vengono messe due guardie del corpo che impediranno l'accesso ai visitatori (esclusi i familiari e i più intimi). Dei pochissimi visitatori alla camera ardente quasi nessuno riuscirà a superare questa barriera. Se ne vanno in silenzio rispettando la volontà della famiglia Di Bella. Sono in prevalenza conoscenti del professore. Gente comune, parenti di malati, un'allieva che lo ricorda per le sue doti umane, una modenese che piange. Nulla a che fare con la piccola folla che fino a qualche anno fa stazionava davanti a via Marianini, quando infuriava il "dibattito" sul metodo Di Bella. Sarà il caldo, saranno le ferie o più probabilmente sarà la notizia che non è ancora ben circolata. Dalle porte della camera ardente non filtra più nulla. Si pensa già all'ultimo addio a questo scienziato che ha sollevato una della maggiori controversie su un tema così grande come il cancro e la sua cura. Oggi alle 10.30 partirà il corteo sempre da viale Berengario per arrivare alla sua cara Fanano. Alle 12 si terrà la messa alla chiesa parrocchiale, poi la sepoltura. Riposerà vicino alla tomba della sua allieva prediletta, Maria Teresa Rossi. Là dove l'anziano fisiologo amava soffermarsi spesso in visita.

La Gazzetta di Modena 02/07/2003
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/gazzettamodena/arch_02/modena/prima/da101.htm  
   
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