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La morte di Di Bella - Anche nel Piacentino alcuni fedelissimi del cocktail alternativo alla chemioterapia Il medico dibelliano: «Sempre più convinta della sua terapia»
«Addio professore, sei stato grande»

Piacenza - «Se ne è andato un grande». Concetta Chiara Sicari, il medico piacentino referente per Di Bella da ormai diversi anni, è visibilmente commossa per la morte del padre del “cocktail anti-cancro”. E se i riflettori dei mezzi d'informazione hanno abbandonato da tempo la battaglia della somatostatina libera, lei resta una sostenitrice della cura alternativa alla chemioterapia. Perché il ricorso alla terapia a base di somatostanita, meltonina e retinoidi va avanti nel Piacentino. Lo conferma anche un farmacista che vuole mantenere l'anonimato: «La terapia di Di Bella, unica alternativa alla chemioterapia, resiste». Piacenza aveva accolto con curiosità e anche un pizzico di affetto le visite del professore modenese che aveva anche ricevuto, nel 1998, il bisturi d'oro a Mareto di Farini. «Il professore - commenta la dottoressa Sicari - fino all'ultimo ha proseguito i suoi studi e ci ha lasciato un'eredità importante. Se non si è più parlato di Di Bella, durante i più recenti congressi di oncologia si è parlato però della somatostatina e dei retinoidi. Questo significa che le scoperte del professore sono andate avanti. Vanno avanti. La cura Di Bella ha dato una speranza di vita migliore, permettono di arrivare alla fine in maniera dignitosa». «Oggi - prosegue la Sicari - sono più convinta di prima della validità di questa terapia perché so giudicare meglio quello che sto facendo e riesco ad andare oltre la terapia impiegando i multivitaminici anche su persone che non sono malate di cancro ma che possono, con questo supporto, stare veramente bene. Del resto la nuova prospettiva della medicina è proprio quella di aiutare le persone con una corretta alimentazione e con l'uso di vitaminici. Proprio quello che Di Bella fa da anni e che oggi anche altri seguono: il centro tumori di Milano ha messo l'alimentazione al centro della prevenzione e cura del carcinoma alla mammella». La grande intuizione di Di Bella? «Quella che si può vivere con il cancro» conclude la Sicari. Una dichiarazione che ci riporta alla mente le testimonianze di alcuni piacentini che, in piena “esplosione Di Bella”, avevamo intervistato: persone, come Sara Longinotti passate, ci riferiva, dal buio di una vita immobile ingrigita dalla chemio, alla gioia di muoversi, viaggiare, andare in bici e lavorare. Tutto grazie, diceva, «alla cura Di Bella». Sara, con il suo spirito battagliero, il suo coraggio e l'incredibile energia, è morta. E con lei altri. Il cocktail chiariscono i medici dibelliani” non sconfigge il cancro, ma permette di conviverci meglio. «Per questo il ricorso alla terapia continua» dichiara il farmacista che preferisce rimanere anonimo. «Non sono in cerca di pubblicità, ho conosciuto personalmente Di Bella - spiega - ero fra le persone di cui si fidava, e credo che sia giusto onorarne la memoria. Aveva un grande intuito ed una capacità sicuramente superiore a quella di tanti altri medici: parlava di somatostatina e retinoidi quando queste sostanze, per i più, erano degli alieni». «I grandi che hanno boicottato la sua terapia, oggi dicono che retinoidi, antiossidanti possono essere assunti quali farmaci per prevenire cellule tumorali. Di Bella è stato il primo ad utilizzare la vitamina d come anticancro (i suoi lavori risalgono nel '69). Della melatonina ha parlato ad Alghero negli anni '70. Della somatostatina nel 1978 ad Amsterdan e nel 1981 ad Atene (quando gli americani, per la rima volta ne parlarono nel 1986)». «Era un uomo - conclude il farmacista - giustamente diffidente. Una persona preparata , capace, di grande intuito ed umanamente ricca».

Paola Romanini

Libertà 02/07/2003
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