Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

Con la scomparsa del medico anti-cancro non vengono annullati i dubbi sul metodo basato sulla somatostatina
Di Bella, il cocktail di farmaci fa ancora discutere

È morto ieri mattina a Modena, il fisiologo Luigi Di Bella, fautore dell'uso della della somatostatina come cura contro il cancro. Il 17 luglio avrebbe compiuto 91 anni. Ma prima di perdere conoscenza, ha perdonato i suoi detrattori. «Sono grato a quanti mi hanno attaccato, costringendomi a dare il massimo di me stesso per arrivare al perfezionamento della mia cura». Sono state queste le ultime parole che il professore ha rivolto ai figli. La terapia a base di somatostatina, ideata da Di Bella, era stata infatti negli anni scorsi al centro di vivaci polemiche, creando un vero e proprio caso sul quale si aprì un aspro dibattito, con le forze di centrosinistra rimaste contrarie alla cura e quelle di centrodestra che si dimostrarono generalmente favorevoli al metodo indicato dal medico modenese.Luigi Di Bella era nato a Linguaglossa, in provincia di Catania, il 17 luglio 1912. Dopo la maturità scientifica, conseguita a Messina, nel 1936 si era laureato col massimo dei voti in Medicina e Chirurgia a Bari, abilitandosi nello stesso anno all'esercizio della professione all'università di Parma. Proprio qui, tre anni dopo, inizia la sua carriera di assistente ordinario. Dal '39 al '47 è aiuto ordinario alla cattedra di Fisiologia umana dell'università di Modena. Presso questo ateneo insegna fino al 1984. Da pensionato, prosegue la sua attività di ricerca nel suo laboratorio di va Marianini a Modena, dove mette a punto la sua multiterapia contro le cellule cancerose dei tumori. Nel '96 parte la sperimentazione della cosidetta «cura Di Bella», a base di melatonina, somatostatina e retinoidi, mai riconosciuta dal ministero della Sanità, allora presieduto da Rosi Bindi. Quasi un anno di ricorsi, accuse e polemiche, con malati, cittadini e politici in piazza a sostegno dell'anziano medico modenese, e il Paese ad assistere e parteggiare con quei medici che seguirono il protocollo terapeutico del professor Di Bella e gli altri camici bianchi che ritennero non scientifica la cura definita anticancro. Il ministero istituì una task-force medica internazionale, presieduta dal professor Umberto Veronesi, che studiò il metodo sperimentandolo (con risultati negativi) su malati oncologici selezionati. La vicenda, che aveva aperto tante speranze nei malati di cancro, si concluse il 28 luglio '97, con la bocciatura ufficiale. I risultati di quattro protocolli della sperimentazione furono definiti «inefficaci» dall'Istituto superiore di sanità. La morte del professore, e la volontà dei figli e dei collaboratori del fisiologo di proseguire la sua opera nella lotta ai tumori, ripropone ora il dibattito sul «Metodo Di Bella» (Mdb). Ma in cosa consiste la terapia, contestata dalla oncologia tradizionale e bocciata dagli esiti della sperimentazione ufficiale? Si tratta di cocktail di sostanze per mettere in moto i meccanismi naturali di difesa dell'organismo, spiegò più volte lo stesso professore. Gli effetti antitumorali della cura «sono dati soprattutto dai meccanismi di difesa naturali - spiegava - come le sostanze immunologicamente attive; si tratterebbe dunque di esaltare i meccanismi naturali di difesa, mediati da anticorpi o dalle cellule o da entrambi, essendo interdipendenti». In pratica, la terapia si basa sulla somministrazione di un cocktail di sostanze a base di vitamine (beta carotene, alfa tocoferolo, acido retinoico) ormoni (somatostatina, melatonina) e altre sostanze (alcune delle quali sono antitumorali usati nella terapia tradizionale come l'endoxan). Uno dei farmaci alla base della terapia del fisiologo è la somatostatina, un ormone dell'ipotalamo che blocca il rilascio dell'ormone della crescita, dell'ormone stimolante la tiroide e di tutti gli ormoni gastrointestinali. Proprio alla somatostatina il medico attribuiva un ruolo chiave: quello di frenare la diffusione del tumore.

Carlo Molari

Il Gazzettino 02/07/2003
http://213.26.79.24/VisualizzaArticolo.php3?Codice=1496924&Luogo=Main&Pagina=PRIMO%20PIANO  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=444
   
<<:: Torna alla versione per schermo

AVVERTENZA: L'associazione A.T.S.A.T. non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di inesattezze in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su ATSAT.it avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.