Rassegna stampa

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Fino all’ultimo si è opposto al ricovero: nel 1997 sfidò l’oncologia con la sua contestata cura a base di somatostatina
E’ morto Di Bella, «padre» del cocktail anticancro

MODENA - Luigi Di Bella, inventore della contestata cura anticancro che porta il suo nome, è morto ieri alla soglia del novantunesimo anno di età. Il «prof», così il fisiologo era stato soprannominato dai suoi estimatori, si è spento alle 10.10 di mattina nella stanza dell’ospedale Estense di Modena. Al suo fianco, i due figli Adolfo e Giuseppe. Di Bella era stato ricoverato nella clinica emiliana lo scorso mese di maggio a causa di una crisi respiratoria accompagnata da complicazioni addominali che avevano reso necessaria una degenza prolungata. Il fisiologo si era opposto fino all’ultimo al ricovero ospedaliero, arrivando al punto di prendere a male parole gli uomini dell’ambulanza che erano andati a prenderlo per trasferirlo in clinica. Di Bella era preoccupato dal fatto di non poter proseguire il suo lavoro nel laboratorio-studio medico di via Marianini 45, la sua abitazione nel centro di Modena. Qui fino a pochi giorni prima della crisi aveva continuato a ricevere pazienti e a prescrivere cure. All’ospedale, nonostante l’intervento dei medici, la situazione, complice l’età avanzata del paziente, è poi progressivamente peggiorata fino alla morte. La notizia ha fatto subito il giro della città e grazie al tam tam diffuso via Internet dall’Aian, l’associazione di sostegno alla terapia del medico modenese, si è sparsa anche nel resto d’Italia. Nel pomeriggio è stata allestita la camera ardente nel vicino ospedale Sant’Agostino. La famiglia però, per rispettare quelle che erano le volontà del professore, ha tutelato al massimo la privacy del defunto impedendo l’ingresso a curiosi e persone non autorizzate. Le uniche eccezioni sono state per familiari, amici di famiglia, qualche paziente ed ex allievo, per il sindaco di Modena Giuliano Barbolini. «E’ una grave perdita per Modena - ha commentato il primo cittadino -. Il profilo umano di Di Bella, la passione per il suo lavoro e il disinteressato impegno con cui ha condotto nel corso degli anni i suoi importanti studi». In via Marianini, invece, la casa del professore è rimasta chiusa, le tapparelle abbassate. Nel pomeriggio si è registrato l’arrivo di qualche paziente che ha lasciato un fiore sul cancello soffermandosi in preghiera e del postino impegnato a consegnare decine di telegrammi, provenienti da tutto il mondo. Oggi i funerali. Alle 10.30 il corteo, scortato da motociclisti della polizia municipale di Modena, muoverà dall’ospedale per Fanano, comune sull’Appennino modenese. Alle 12 si terrà la messa presso la chiesetta parrocchiale, poi la sepoltura nel locale cimitero. Il professor Di Bella ha chiesto di riposare vicino alla tomba della sua allieva prediletta, Maria Teresa Rossi, su cui l’anziano fisiologo amava soffermarsi spesso in visita.

Andrea Marini

Il Corriere della Sera 02/07/2003
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=INTERNI&doc=DIB  
   
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