Rassegna stampa

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Sciroppo, siringa temporizzata, somatostatina: la «ricetta» messa a punto dal fisiologo comprendeva tante diverse specialità medicinali Cos'è la Multiterapia e di che farmaci è composta, vitamine ed elementi costosissimi C'erano anche degli antitumorali come l'endoxan
Curarsi con il «cocktail» costava un milione

Sciroppi e siringhe temporizzate per lunghi mesi hanno tenuto banco, sui giornali e in tivù. Ai tempi della sperimentazione e delle polemiche si parlava tanto della Multiterapia Di Bella (Mdb), del cocktail di farmaci messo a punto dal fisiologo e dei suoi costi proibitivi. Proprio i costi diedero avvio alla catena di ricorsi alla magistratura. Ecco cos'è la Multiterapia e da cosa è composta. Un cocktail di sostanze per mettere in moto i meccanismi naturali di difesa dell'organismo. Lo stesso professor Di Bella spiegò, moltissime volte, come funzionava il meccanismo della terapia che portava il suo nome, contestato dalla oncologia tradizionale e bocciato dagli esiti della sperimentazione ufficiale disposta dal ministero della Sanità. La terapia Di Bella consiste fondamentalmente nella somministrazione di un cocktail di sostanze a base di vitamine (beta carotene, alfa tocoferolo, acido retinoico) ormoni (somatostatina, melatonina) e altre sostanze (alcune delle quali sono antitumorali usati nella terapia tradizionale come l'endoxan). Uno dei farmaci alla base della terapia del fisiologo è la somatostatina, un ormone dell'ipotalamo che blocca il rilascio dell'ormone della crescita, dell'ormone stimolante la tiroide e di tutti gli ormoni gastrointestinali. Secondo quanto affermava Luigi Di Bella, il metodo nasce da "acquisizioni saldamente scientifiche non più bisognevoli del vaglio di una sperimentazione clinica". Proprio alla somatostatina il medico attribuiva un ruolo chiave: quello di frenare la diffusione del tumore nell'organismo. Ma quanto costava la cura con il cosiddetto metodo Di Bella per un determinato tumore nel 1998, nel periodo più caldo, quando la comunità scientifica italiana si divideva sull'efficacia della cura e l'opinione pubblica premeva per la libertà di cura? Non è stato facile calcolarlo perchè spesso alle sostanze usate dal professore modenese (vitamine, melatonina, somatostatina, alcune delle quali vengono preparate dietro il bancone dal farmacista) si associavano tradizionali farmaci antitumorali, utilizzati nelle terapie convenzionali dati negli ospedali. Inoltre, non era nota la durata di un ciclo di cure. Prendendo come riferimento il caso riportato da una ricetta del professor Luigi Di Bella, riferito ad un malato di Linfoma non Hodking (già curato con terapie tradizionali) e conteggiando il prezzo di ogni confezione prescritta, si raggiungeva una cifra base di circa 407.700 di vecchie lire. La cifra però aumentava a seconda del tipo di somatostatina o derivato impiegati (il cui costo arrivava, allora, sino a 510.000 lire). Tale cifra base andava ripetuta per la lunghezza della cura. In particolare per il complesso polivitaminico (acido retinoico, beta carotene, alfa tocoferolo) si calcolava un prezzo di circa 25.000 lire per 70 grammi (un chilo 224.000 lire). Per 100 capsule di melatonina si spendeva circa 43.000 lire. Per la Longastatina (una scatola da 5 fiale 0,1 mg il prezzo era di 111.000 lire); per l'Endoxan (un chemioterapico) si calcolava 15.600 lire a scatola; per il sympathol e il Synacthen il prezzo era rispettivamente di 4.100 e di 4.600 lire. Infine andava aggiunto il costo di un preparato di vitamina C. La terapia convenzionale per un linfoma non Hodking (ne esistono numerose varietà) allora si basava generalmente sulla somministrazione di un cocktail di farmaci chemioterapici chiamati con l'acronimo Chop (ciclofosfamide, adriamicina, vincristina e prednisone) che venivano somministrati, a seconda dei casi, in 4-6 cicli. Il costo di questi farmaci era, nel 1998, di circa 163.000 lire a ciclo (652.000-978.000 lire) considerato lo sconto che le aziende farmaceutiche facevano agli ospedali. A questi farmaci andavano aggiunti i costi di altre sostanze di supporto (antinausea, deltacortene) che facevano salire la spesa a circa un milione di allora. In alcuni casi, spiegavano gli oncologi, si somministravano anche farmaci per ricostituire le cellule del midollo osseo, alcuni dei quali avevano prezzi molto alti.

La Gazzetta di Modena 02/07/2003
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/gazzettamodena/arch_02/modena/cronaca/dc701.htm  
   
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