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L'INTERVISTA Il figlio del professore accusa come la sperimentazione effettuata alcuni anni fa («era ministro Rosy Bindi») non seguì criteri scientifici Giuseppe, medico a Modena: «È l’eredità che mi ha lasciato, già riscontrate undici anomalie nell’applicazione del protocollo»
«Finirò il lavoro di mio padre, la verità verrà a galla»

Giuseppe Di Bella, 62 anni, otorinolaringoiatra, è il figlio medico del professor Luigi Di Bella. Ha uno studio a Bologna, appunto come specialista di orecchio, naso e gola. Negli ultimi anni, tuttavia, ha soprattutto portato avanti il lavoro del padre. -Dottor Di Bella, nel giorno della morte di suo padre, che cosa si sente di dire? "Che la verità scientifica emerge sempre e con grande evidenza. Ci stiamo arrivando e presto non ci saranno più incognite o riserve. In tutti questi anni ho seguito mio padre e per incarico suo sto portando a termine il lavoro che mi ha delegato a seguire". - In particolare quale eredità culturale e scientifica le ha lasciato il professor Luigi? "Di accertare che la sperimentazione effettuata alcuni anni fa (quando ministro della sanità era Rosy Bindi, ndr) non venne effettuata secondo criteri scientifici". - A che punto è questa verifica? "Sta arrivando a compimento in queste settimane. Siamo finalmente a una risoluzione in commissione sanità. Sono state riscontrate almeno 11 anomalie gravi, ognuna delle quali, presa singolarmente, sarebbe stata capace d'invalidare l'intero protocollo di sperimentazione. Figurarsi se prese tutte assieme...". - Qualche esempio di questa sperimentazione che non diede i frutti sperati? "Chi si occupava della sperimentazione somministrò farmaci scaduti alla bellezza di 1048 pazienti. Il composto dei retinoidi, come se non bastasse, conteneva acetone: un componente non richiesto né voluto, anzi appositamente escluso nelle indicazioni di mio padre". - A livello internazionale, invece, che cosa si dice della terapia del professor Luigi Di Bella? "In questo periodo se ne sta occupando una rivista medica mondiale, con 50 pagine sull'effetto preventivo che il metodo Di Bella ha sui principi antitumorali. Sto seguendo le pubblicazioni in prima persona e altro non sono che le teorie che mio padre ha portato avanti per anni. Io stesso, nel mio settore, ho portato all'attenzione dei colleghi dell'Aiolp una relazione sugli effetti antitumorali della terapia che è stata accettata senza riserve".- Nonostante la morte di suo padre, dunque, la battaglia va avanti, a tutti i livelli. "Le nostre verità sono contenute in 51 interrogazioni parlamentari e sono state pubblicate in diversi libri. Due marescialli dei Nas hanno in consegna le prove di quanto è stato oggetto delle stesse interrogazioni parlamentari". - In futuro che cosa resterà del metodo Di Bella? "Sto preparando un libro che riassume tutta la terapia. La metterò su internet, all'indirizzo www.metododibella.it. Lì sarà pubblicata l'intera rassegna mondiale che ha dato risalto ai principi della cura di mio padre, con ogni conferma dell'effetto antitumorale".

Vanni Zagnoli

Il Gazzettino 02/07/2003
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