Rassegna stampa

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LA CURIOSITA' Iniziò curando il figlio di amici
Ma già nel 1973 finisce sui giornali perchè guarisce casi di leucemia

Pochi sanno che giornali e agenzie di tutto il mondo avevano lanciato la figura di Di Bella nel 1973 quando si seppe che aveva curato 7 casi di leucemia. Nel 1969 Di Bella ebbe un'intuizione, scaturita dall'osservazione degli ultimi istanti di vita di un bambino di 7 anni, figlio di amici, morto di leucemia e curato da un ematologo «che mi consentì - ha ricordato Di Bella - di somministrargli quantità modeste di serotonina durante i tre mesi della durata della malattia». Da lì partì con gli studi, anche se non c'era nessuna certezza che il lavoro avrebbe portato a un risultato. L'attrezzatura dell'Istituto di Fisiologia di Moden era inadeguata, e dovette arrangiarsi. Superò tutto grazie anche alla tenacia, allo spirito di sacrificio, alla dedizione, all'entusiasmo di Deda, la sua collaboratrice. C'era, in Istituto, un vecchio apparato stereotassico; non era mai stato adoperato prima, era smontato. Lo rimise in funzione e... arrivò la scoperta. Il prof non abbandonò più quella pista e il 6 dicembre 1973 in una conferenza all'Archiginnasio di Bologna comunicò la guarigione di 7 casi di gravi malattie ematologiche. Tra i casi c'era un bambino leucemico che si era visto risalire le piastrine da settemila a cinquecentomila dopo 10 giorni dall'inizio del trattamento. La notizia venne rilanciata dai giornali e dalle agenzie di mezzo mondo. A un settimanale Di Bella dirà: «Non posso dire se siamo sulla strada di debellare non solo la leucemia bensì ogni forma di tumore. Non posso nemmeno dire di avere trovato la cura assoluta della leucemia. Oggi devo soltanto dire che i pochi ammalati che ho curato stanno bene». Nel gennaio 1976 il professore espone la sua terapia anticancro al 16º Congresso mondiale di Ematologia di Kyoto. Intanto viene scoperta da Guillemin la somatostatina, un decisivo inibitore dei fattori di crescita cellulare e nel 1978 Di Bella comunica ad Amsterdam i risultati ottenuti, con particolare sottolineatura della funzione di controllo sulla crescita cellulare della melatonina e di inibizione della crescita stessa esercitata dalla somatostatina e dalla bromocriptina. Negli atti di un congresso nel 1980 si legge: «Stiamo impiegando la somatostatina, associata a dialfa-bromocriptina, melatonina e cyclofosfamide in tumori della mammella, del polmone, dello stomaco, dell'intestino, nei linfomi Hodgkin e non Hodgkin, nelle istiocitosi maligne, negli osteosarcomi, nei neuroblastomi e nei melanomi...nessun inconveniente è stato mai riscontrato... La bontà dei risultati consente ai pazienti di proseguire la loro vita sociale e famigliare e una sopravvivenza più lunga. La terapia del cancro con somatostatina, melatonina, inibitori della prolattina, ACTH è la più fisiologica tra le terapie ufficiali proposte ed applicate".

vi.bra.

La Gazzetta di Modena 02/07/2003
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/gazzettamodena/arch_02/modena/cronaca/dc703.htm  
   
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