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Lodi Vecchio Il racconto di una donna che aveva un tumore al rene: «Ho seguito la sua cura e adesso sono ancora qui» «Arrivata nel suo studio a Modena ho trovato tanta umanità»
«Così Di Bella mi ha salvata dal cancro»

LODI VECCHIO «Il professor Luigi di Bella ha fatto molto per me. Se oggi posso ancora stare con i miei cari in gran parte lo devo a lui che non solo ha accettato di curarmi in condizioni definite molto critiche ma mi ha anche accolta come si accoglie una persona alla quale si vuole veramente bene.» Parla M.G, una giovane donna di Lodi Vecchio che tre anni fa ha scoperto di avere un adenocarcinoma renale e che si è recata dal professore noto per la sua terapia anticancro a base di somatostatina, melatonina e bromocriptina e deceduto ieri mattina all'ospedale Estense di Modena. La donna racconta: «Sono arrivata a Modena, dal professore, dopo l'operazione in urgenza con la quale i medici avevano tentato di migliorare la situazione. Sono arrivata nel suo studio con la tristezza di chi lotta ma non spera più e lì, innanzitutto, ho trovato tanta umanità da rimanerne commossa. Perché il professore non solo ascoltava attentamente ogni particolare del racconto dei malati, voleva anche sostenerli psicologicamente facendo capire quanto lavorasse giorno e notte per loro. Poi la cura con più di 300 iniezioni notturne in un anno. Ma io sono ancora qui. Certo, non posso sapere cosa sarebbe accaduto affidandomi alla terapia definita tradizionale ma almeno una cosa è certa: con questa terapia le recenti analisi di controllo hanno sentenziato la remissione completa della malattia e questo a me non sembra ancora vero». Ora il professore, il cui cocktail di farmaci era stato sperimentato in una decina di casi a Melegnano e in poco più a Lodi, si è spento all'età di 91 anni all'ospedale Estense di Modena, nel reparto in cui era ricoverato da alcune settimane per la crisi respiratoria che lo aveva colpito dalla fine di maggio. Ma ci sono medici, un po' in tutta Italia, che continuano ad applicare il protocollo Di Bella. Non solo: a breve, infatti, uscirà nelle librerie un libro scritto dallo stesso medico: si tratterà del suo «testamento spirituale». Lo ha preannunciato ieri il figlio Giuseppe Di Bella spiegando che questo potrà servire da punto di riferimento per quanti vorranno impegnarsi nello sviluppo della terapia . Intanto, in queste, ore, il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha dichiarato: «Sicuramente dava l'idea del medico che amava il malato, una persona limpida e onesta». Chi vorrà reperire i nominativi dei medici che aderiscono al suo protocollo potrà semplicemente collegarsi al sito www.luigidibella.it e inviare la richiesta fornendo la propria mail. Nel gennaio del 1990 il professore venne insignito del "Premio della Bontà" presso la chiesa di Villanova, in provincia di Modena, per aver visitato i propri pazienti, sempre.

Flavia Mazza

Il Cittadino 02/07/2003
http://www.ilcittadino.it/edicola/0207/Centro_Lodigiano/CL01/a.asp  
   
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