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Lazio, Toscana, Emilia Romagna rimborsano la terapia Ma soltanto 15-20 medici in Italia conoscono i veri dosaggi
Ancora tremila malati ricevono la cura gratis

ROMA - Non se ne parla più ma la terapia Di Bella non è morta. Tanti malati continuano a bussare alla porta dei medici che conoscono quel cocktail alternativo, anche se non c’è più l’ondata oceanica degli anni ’97-98 quando il metodo proposto dal professore raggiunse l’apice della popolarità. Forse, commentano i dibelliani convinti, abbassare i toni è stato un bene. Riducendosi l’offerta si sono anche ridotti gli abusivi, quelli che speculavano sul tumore spacciando per originali delle cure improvvisate. Manca un censimento attendibile sul numero dei malati che scelgono di combattere il cancro voltando le spalle alla medicina ufficiale. Secondo l’Aian, l’associazione che li rappresenta, in 10 mila si sono affidati alle cure dei medici dibelliani, o sedicenti tali, dagli anni d’oro ad oggi. Nessuno però è in grado di calcolare quanti si trovano attualmente in terapia. Per Serono, l’azienda che produce uno dei farmaci base, la somatostatina, 3-4 mila persone la ricevono gratuitamente, perché rimborsata da alcune Regioni (Lazio, Toscana, Emilia Romagna) oppure perché riconosciuta individualmente a coloro che sono ricorsi al pretore e hanno ottenuto ragione. Ancora adesso il tribunale è una strada molto battuta: circa la metà delle cause finiscono con la vittoria del malato. Incerte anche le cifre sui medici. A prescrivere sono un centinaio, ma i dibelliani veri si contano sulla punta delle dita, non più di 15-20, fa un rapido inventario la dottoressa Rita Brandi che il professore lo segue dal ’97. Cominciò col far visitare la madre, restò folgorata da quell’uomo d’altri tempi, carico di umanità. Nel suo studio romano, racconta la Brandi sono passati circa mille pazienti. Il 99% aveva già provato inutilmente con chemio, radioterapia e chirurgia. Solo una minima parte era «vergine» di cure e scelto il metodo Di Bella perché spaventata dagli effetti collaterali dei farmaci tradizionali. C’è anche chi si affida al protocollo come prevenzione del tumore. In sette anni, da quando se ne cominciò a parlare in modo clamoroso, il «cocktail» alternativo studiato dal fisiologo modenese non è cambiato di una virgola. La somatostatina (non più coperta da brevetto, quindi venduta come generico) e il suo analogo sintetico, l’octreotide, sono i farmaci base con il ruolo di inibire l’ormone della crescita e creare terreno sfavorevole alla neoplasia. In associazione, viene data melatonina (la sua funzione è quella di rivestire le pareti dell’endotelio dei vasi creando una barriera alle metastasi), e ancora bromocriptina e un multivitaminico a base di acido retinoico e vitamina D3. A volte entra in gioco il ciclofosfamide, un chemioterapico somministrato quotidianamente a dosi minime. Paola Bertani, presidente Aian di Modena, ricorda il costo della terapia: 750 euro al mese se tra i farmaci c’è la somatostatina, il cui prezzo è sceso notevolmente da quando è entrato nella famiglia dei «generici». Con l’octreotide si arriva a 1.500-2.000 euro. Alcune Regioni però hanno riconosciuto il rimborso della combinazione terapeutica dibelliana con diverse modalità. La Toscana ha accordato un contributo di 15 euro al giorno, unico requisito necessario per essere curati gratis, aver provato senza efficacia i trattamenti tradizionali. In Emilia Romagna è stato mantenuto il prezzo politico per i pazienti che già ne usufruivano. Ai non autosufficienti con basso reddito viene versato un assegno mensile di circa 450 euro. Per ultimo è arrivato il Lazio, su iniziativa, molto contrastata, del suo governatore, Francesco Storace. La commissione oncologica regionale contestò. Per non pagare i farmaci occorre dimostrare di possedere la residenza nel Lazio da almeno due anni, questo per prevenire forme di turismo sanitario. A livello istituzionale la terapia Di Bella non esiste più, un episodio ormai archiviato. E i circa 300 pazienti che parteciparono alla sperimentazione disposta dall’allora ministro della Sanità, Rosy Bindi? Molti non ci sono più. Secondo stime non ufficiali, sarebbero 10 mila i malati che, dal 1997 a oggi, hanno scelto di combattere il cancro con la cura Di Bella Per l’azienda che produce somatostatina, 3-4 mila persone oggi la ricevono gratis. Lazio, Toscana e Emilia Romagna la rimborsano Se tra i farmaci c’è la somatostatina, il cui prezzo è diminuito, la terapia costa 750 euro al mese. Con l’octreotide si arriva a 1.500-2.000 euro

Margherita De Bac

Il Corriere della Sera 02/07/2003
http://www.corriere.it/edicola/index.jsp?path=INTERNI&doc=DEB  
   
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