Rassegna stampa

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Sul 'santino' la frase: 'Ho fatto del bene, non sono vissuto inutilmente'
CAMERE ARDENTI Un pellegrinaggio iniziato la mattina

Un pellegrinaggio di parenti, amici e conoscenti, ma anche di tanta gente comune, ex pazienti che avevano creduto nella sua terapia anticancro ricevendo da lui piu' di una parola di speranza. Alcune centinaia di persone hanno fatto visita ieri mattina alla salma del Prof. Luigi Di Bella, morto l'altra mattina a 91 anni all'Ospedale Estense di Modena dove era ricoverato da fine maggio. La camera ardente era stata allestita nel vicino ospedale Sant'Agostino, presenti tra gli altri i due figli del professore, Giuseppe e Adolfo, l'avvocato Enrico Aimi che curo' a fianco di Di Bella la battaglia sulla somatostatina, il sindaco di Modena Giuliano Barbolini, alcuni colleghi di Di Bella. Per l'ultimo saluto al professore, hanno portato fiori e preghiere. Nella camera ardente i visitatori hanno lasciato la propria firma in un libro e hanno ricevuto una foto ricordo di Di Bella. Dietro alla foto, la scritta: «L'animo mi dice che non sono vissuto inutilmente, perchè ho fatto del bene e ho gioito per il bene fatto». Commozione tra le tante persone presenti. Molti erano suoi pazienti, ma c'erano anche suoi collaboratori e medici. Come Roberto Rinaldi, che fu curato dal professore agli inizi degli anni Ottanta e, da allora, si è dedicato alla sua «causa». Ieri rappresentava la sezione dell'Aian (l'associazione malati neoplastici) di Trento, ed è direttore responsabile della rivista «Per vivere», edita per informare i pazienti sulla Multiterapia. Il corteo funebre e' poi partito poco dopo le 11 alla volta della chiesa parrocchiale di Fanano.

La Gazzetta di Modena 03/07/2003
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/gazzettamodena/arch_03/modena/cronaca/dc704.htm  
   
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