Rassegna stampa

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«Per 60 anni ho lottato al suo fianco»

BOLOGNA — Nonostante gli ottant'anni suonati è andato prima al funerale del 'suo' professore poi, nel pomeriggio, come fa da molti decenni si è rintanato nel laboratorio sopra alla sua farmacia, famosa Italia e anche fuori perché fu la prima, e per molto tempo la sola, in cui si poteva comperare la «cura Di Bella». Un cocktail di sostanze preparato personalmente da lui, il dottor Vigildo Ferrari, amico e collaboratore di Di Bella per una vita intera. Al suo fianco in tante sconfitte, quelle sul piano accademico. Ma anche in tante vittorie: quelle sui corpi matoriati dei malati che mandavano e rimandavano i parenti a far la fila dentro e davanti alla farmacia Ferrari. «Di Bella era un galantuomo, serio e con poche chiacchiere — ricorda con orgoglio il farmacista che per 59 anni ha lottato accanto al medico più scomodo del secolo —. Nel 1947 mi spinse, dopo la laurea in farmacia, a prendere quella in chimica. Disse 'mi servono anche un ingegnere e un matematico'. Lì per lì pensai che fosse andato giù di testa, invece poi mi resi conto che per essere un buon medico bisogna anche essere, come Di Bella , un fisiologo. Bisogna sapere come funziona il nostro organismo e come agisce il farmaco. Altrimenti sono solo chiacchiere... E al professore non piacevano le chiacchiere. Il suo difetto? Essere onesto, troppo onesto. Aveva il 'vizio' di dire sempre la verità. Quando, i primi tempi, andavamo ai congressi, si alzava e discuteva con i grandi luminari. Io lo sgridavo, sapevo che quelli lo avrebbero boicottato ai concorsi... Ma il bisogno di essere onesto in lui era più forte di ogni altra cosa».

di Renata Ortolani

La Nazione 03/07/2003
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