Rassegna stampa

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Una fama nata all’inizio degli anni Settanta e non oscurata dalle polemiche sulla sperimentazione Scomparso ieri a 91 anni il fisiologo che creò un metodo per combattere i tumori a base di vitamine e somatostatina
Luigi Di Bella se ne va, la sua cura resta

LUIGI Di Bella, il fisiologo inventore del metodo per la cura dei tumori a base di somatostatina che porta il suo nome, è morto ieri all'età di 91 anni. Nato a Linguaglossa, in provincia di Catania, il 17 luglio 1912, ultimo di 13 figli, si laurea nel 1936 in Medicina e Chirurgia con 110 e lode a Bari. Dallo stesso anno è aiuto incaricato all'Istituto di Fisiologia Umana dell'Università di Parma dove, nel '39, diventa assistente ordinario. Quindi si trasferisce a Modena dove viene nominato, dal 1939 al 1947, aiuto ordinario alla Cattedra di Fisiologia Umana. La sua fama nasce agli inizi degli anni '70: le cronache parlano dei suoi brillanti risultati nella cura dei tumori solidi e delle emopatie con una terapia a base di melatonina, bromocriptina e complesso ai retinoidi a cui si aggiunge (nel 1978) la somatostatina. Dal 1984, anno del pensionamento, prosegue la sua attività di ricerca nel laboratorio privato. Nel gennaio 1990 viene insignito del «Premio della Bontà» presso la Chiesa di Villanova (Mo), per aver sempre visitato i propri pazienti gratuitamente. All'inizio del 1995, dopo 25 anni di attività e oltre 20.000 malati curati personalmente - e gratuitamente - con la sua terapia, tutto il mondo conosce il medico siciliano grazie al libro del dottor Mauro Todisco, «Non morirai di questo male». Si susseguono, quindi, riconoscimenti e inviti a dibattiti scientifici sulla lotta al cancro finchè, nel 1998, l'assemblea legislativa dello Stato di Rio de Janeiro in Brasile riconosce la validità delle sue terapie e le mette a disposizione dei cittadini. Il governo italiano, spinto dall'opinione pubblica, decide di sperimentare la multiterapia; al professore, però, non viene offerta la possibilità di parteciparvi direttamente, pertanto ne contesta la validità e si aprono indagini dalla magistratura sulla corretta esecuzione della sperimentazione e sulla regolarità dei farmaci utilizzati. In attesa delle conclusioni del Ministero della Sanità, l'attività di ricerca del professore prosegue e, sempre nel ’98, al congresso mondiale di Amburgo presenta i dati scaturiti dalle sue ricerche per l'impiego delle citocalasine-B nella lotta ai tumori. È l'anno di massima fama e fortuna scientifica per Di Bella e il suo metodo. Le università, le comunità, i governi e i mezzi d'informazione di mezzo mondo lo invitano a tenere convegni. Poi arriva la bocciatura del Ministero, ma Di Bella prosegue le sue attività ricevendo nel suo laboratorio anche dopo che, nel 2002, gli viene impiantato un pace-maker.

di Daniela Esposito

Il Tempo 02/07/2003
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