Rassegna stampa

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DA LINGUAGLOSSA A FANANO Ai funerali il vicesindaco del paese natale, in Sicilia
«E' lui il nostro orgoglio»

Ha fatto un lungo viaggio, dalla Sicilia fino all'Appennino modenese. In macchina aveva il gonfalone di Linguaglossa, il paesino dove 91 anni fa è nato il professor Luigi Di Bella. Per il vicesindaco Ninni Cerra, fascia tricolore sopra l'abito scuro, «essere qui era un dovere. Il professore - ricorda - è venuto giù diverse volte, l'ultima nel 1998. Ha fatto visita alla cappella dove sono sepolti i genitori, nel cimitero di Linguaglossa. Poi ha visitato la casa natale e i luoghi della sua infanzia. Poi è entrato nella chiesa, e a quel punto nessuno l'ha più visto. Era sparito. E' ricomparso dopo un po' da dietro una colonna, con lo sguardo da ragazzino che ha fatto una marachella: ha spiegato che era proprio lì che andava a nascondersi quando era un bambino». A Linguaglossa - spiega il vicesindaco - abitano ancora dei parenti del professore, «sa, erano tanti fratelli, lui era il tredicesimo. Qualcuno dev'essere venuto qui a seguire il feretro». In questi anni a Linguaglossa hanno guardato con orgoglio alla figura di un concittadino che si è fatto onore in tutto il mondo. «Da vivo, sinceramente, non potevamo fare molto per onorarlo. Adesso credo che gli dedicheremo una via o una piazza, in sua memoria». Un bel viaggio fino a Fanano se l'è fatto anche Tommaso Luzzi, vicepresidente della Regione Lazio. Anche lui ha portato il gonfalone di colore azzurro. «La nostra Regione ha sempre creduto nel professor Di Bella e nella validità della sua terapia. Il presidente Storace ha approvato come uno dei primi aati del suo governo proprio la libertà di cura». E di questo lo ringrazierà, nell'orazione funebre in chiesa, il figlio del professore, Giuseppe. «In rapresentanza del presidente Storace - aggiunge Luzzi - sono qui ad onorare un grande uomo, un uomo di popolo. Siamo sicuri che il suo impegno a fianco dei deboli continuerà anche dopo la sua morte». Sono le uniche figure istituzionali salite a Fanano per rendere onore al professor Di Bella. Escludendo il «padrone di casa», il sindaco di Fanano Corsini, non c'erano altre autorità a tributargli l'ultimo saluto.

r.q.

La Gazzetta di Modena 03/07/2003
http://www.gazzettadimodena.quotidianiespresso.it/gazzettamodena/arch_03/modena/cronaca/dc302.htm  
   
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