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Osteggiato dalla medicina ufficiale e dalla sinistra è scomparso, ma la sua cura è viva: raccolta di firme in Parlamento per un’indagine sulla sperimentazione che la bocciò
Di Bella, nella morte una speranza

È morto riconoscendo ai detrattori il merito di averlo costretto a dare il massimo di se stesso per arrivare al perfezionamento della sua cura. Luigi Di Bella si è spento ieri mattina all’ospedale Estense di Modena, dove era ricoverato da alcune settimane. Il 17 luglio avrebbe compiuto 91 anni. Luigi Di Bella, celebre per la discussa terapia anticancro a base di somatostatina, melatonina e retinoidi, era stato ricoverato d’urgenza a fine maggio in condizioni molto gravi, a causa di una crisi respiratoria. Per tutta la giornata di ieri, dopo che il noto fisiologo, che il Newsweek aveva ribattezzato “il dottor Speranza”, si era spento, il figlio ha continuato a ricevere telefonate dai suoi pazienti. «Persone che non avevano grandi speranze. Persone alle quali non erano state date tante speranze di vita ma che vivono ancora», dice Giuseppe. E il prof. Luigi di Bella è morto con una speranza di riscatto: il Parlamento potrebbe varare una commissione d’inchiesta per verificare una serie di presunte irregolarità nel corso della sperimentazione ministeriale del '98 sulla discussa cura anticancro messa a punto dal medico. Secondo un gruppo di deputati, tra i quali i leghisti Ercole e Ce’ e il rappresentante di Fi, Garagnani, le irregolarità riscontrate sulla sperimentazione clinica di cinque anni fa sono “gravi”. A questo punto, si potrebbe ipotizzare l'istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta con un provvedimento amministrativo. Anche dopo la bocciatura della sperimentazione clinica, circa diecimila malati di cancro in Italia hanno continuano a curarsi con la terapia Di Bella. «Il nostro metodo è farmacologico - raccontava Luigi Di Bella - e fa rispondere tumori che non hanno trovato soluzione con le terapie tradizionali». L'opera di Luigi Di Bella, comunque, non morirà con lui. A breve, infatti, come ha annunciato il figlio Giuseppe, uscirà un libro che servirà come punto di riferimento per quanti vorranno continuare la sua terapia. Una sorta di testamento spirituale che raccoglie tanti casi clinici e che testimonia la sua opera scientifica. «Inserirò tutta la documentazione che dimostra le tre priorità nella cura contro i tumori: la somatostatina, la melatonina, la bromocriptina». ha detto il figlio di Di Bella. «La letteratura mondiale oggi parla di cose che mio padre scoprì trent'anni fa. Ma non è tempo di polemiche ora, con nessuno. Di mio padre in tanti si sono occupati, in troppi: ciò che lui ha fatto deve rimanere nel campo scientifico, per gli addetti ai lavori». Eppure non fu solo il mondo scientifico a dividersi sull'efficacia della sua cura. Anche nella politica si aprì un aspro dibattito. «La politica deve rispettare la libertà di scelta terapeutica e garantire la libertà della ricerca - afferma il figlio- mio padre ha fatto un’opera di verità scientifica e di questo è stato consapevole fino all’ultimo». Un’opera che sarà proseguita dal figlio. «Da mio padre ho ricevuto due incarichi: seguire la sperimentazione al posto suo e verificare le anomalie che si sono tradotte in 55 interrogazioni parlamentari. Lo Stato deve farsi garante della libertà di terapia». Il pensiero del professore modenese sbarcherà anche su Internet. «Raccoglierò tutte le priorità del suo pensiero scientifico - dice il figlio - lui se ne è andato con la certezza che la verità non cadrà nel vuoto». Luigi Di Bella era nato a Linguaglossa (Ct) il 17 luglio 1912, ultimo di tredici figli. Laureatosi in Medicina e chirurgia con 110/110 e lode all’Università di Bari, il 14/7/1936, si abilita all’esercizio professionale nell’Università di Parma e nel '39 viene nominato assistente ordinario. Dal 1939 al 1947 è aiuto ordinario alla Cattedra di fisiologia umana dell’Università di Modena. Dopo il matrimonio, dal quale nasceranno i due figli Giuseppe e Adolfo, nel '41 parte per la Grecia, con il grado di capitano medico di complemento, e contrae la malaria. Dal '43 è incaricato del Corso di Fisiologia generale per scienze naturali, scienze biologiche e farmacia, e poi di Fisiologia I fondamentale nella Facoltà di medicina dell’Università di Modena. Dal 1984, anno del pensionamento, continua la sua attività di ricerca nel suo laboratorio a Modena. E mette a punto una terapia contro i tumori, la cosiddetta multiterapia Di Bella, una combinazione di farmaci e multivitamine in grado di bloccare le cellule cancerose somministrata dal '96 a migliaia di malati. I funerali di Di Bella saranno celebrati oggi alle 11, nella chiesa parrocchiale di Fanano, sull’Appennino modenese.

La Padania 02/07/2003
http://www.lapadania.com/news/RUBRICHE/ricerca_e_salute_2003.htm#7  
   
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