Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

ROMA / Nuovi contrasti sull’ipotesi di sperimentare la multiterapia prospettata da Storace A favore l’Aian e la destra, contrari gli oncologi “istituzionali” e la sinistra
Cura Di Bella: polemica rovente

ROMA Nuova giornata di polemiche sulla mozione del Consiglio regionale del Lazio per una sperimentazione nella Regione del Metodo Di Bella per la cura dei tumori.«Ogni possibile appoggio» al presidente della Regione Lazio Francesco Storace, e nel frattempo silenzio stampa fino a che «la verifica della efficacia dell’Mdb non si sarà avviata in maniera seria e serena». È quanto afferma in una nota Patrizia Misson, presidente dell’Aian, l’associazione dei sostenitori del professor Luigi Di Bella. L’Aian definisce «violente e sconclusionate da parte di certa classe medica», le rezioni successive all’annuncio del presidente del Lazio. «Vogliamo prendere le distanze - afferma la nota - da ogni forma di sensazionalismo augurandoci che dall’iniziativa di Storace, in ambito istituzionale, possano scaturire quei risultati che fino ad oggi non si sono potuti conseguire a causa dell’ostracismo preconcetto di chi difende interessi che poco hanno a che vedere con la salute della gente».Contrari invece gli oncologi di fronte all’ipotesi di una nuova sperimentazione della multiterapia Di Bella. «Non abbandonare le cure secondo la medicina tradizionale e non avventurarsi in terapie la cui efficacia non è stata dimostrata»: è l’invito che il presidente dell’ordine dei medici, Giuseppe Del Barone, fa a tutti coloro che sono in terapia oncologica. Secondo Del Barone «non bisogna dimenticare che la sperimentazione della cura ideata dal medico modenese, effettuata dal ministro Bindi nel 1998, non evidenziò risultati validi dal punto di vista terapeutico. Il futuro potrebbe mutare le risposte? Se ne riparlerà - conclude il presidente della Fnom - in questa non probabile evenienza».Possibilista il ministro della Salute Girolamo Sirchia: una nota del dicastero precisava l’altro ieri che «non è stato né informato né interpellato sull’ipotesi di una ulteriore sperimentazione della terapia Di Bella». Tuttavia, «ricordando che la sperimentazione che è stata condotta in Italia nel ’98 ha dato esiti negativi in termini di efficacia, il ministero della Salute precisa che qualora ci fosse una richiesta ufficiale di una nuova sperimentazione questa sarà valutata alla luce dei dati scientifici».A Storace aveva replicato anche il presidente della Lombardia Roberto Formigoni: «La Lombardia è stata la prima Regione a farsi carico, nel gennaio del 1998, della possibilità di sperimentare la multiterapia Di Bella per i malati di cancro. Purtroppo ha dato risultati non positivi. Si trattava di supplire al grave ritardo del governo e del ministro della Sanità Rosi Bindi, e di ridare una speranza alle famiglie non in grado di affrontare gli elevati costi di questa cura». Gli ha risposto ieri Storace: «Ricordo al simpatico presidente della Lombardia che nel 1998 il Lazio era guidato da un altro» (Piero Badaloni dell’Ulivo, ndr).La contrapposizione degli schieramenti ha comunque anche un colore politico: la destra si dichiara a favore e la sinistra contro. Per il senatore Michele Bonatesta di An «Storace fa bene ad andare incontro alle esigenze di chi soffre e di affermare il principio della libertà di scelta terapeutica. Ogni malato - ha detto - deve essere libero di curarsi come meglio crede». Per Augusto Battaglia, capogruppo dei Ds alla commissione Affari sociali della Camera, «la decisione del presidente Storace di avviare una nuova sperimentazione della terapia Di Bella riapre una pagina nera della sanità che ci auguravamo fosse stata chiusa per sempre».

La Padania 13/11/2001
http://www.lapadania.com/2001/novembre/13/13112001p16a1.htm  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=539
   
<<:: Torna alla versione per schermo

AVVERTENZA: L'associazione A.T.S.A.T. non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di inesattezze in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su ATSAT.it avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.