Rassegna stampa

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Brano tratto dal libro "Un po’ di verità sulla Terapia Di Bella", di Vincenzo Brancatisano Ed. Travel Factory di Roma
autunno caldo della somatostatina

L’autunno 1999 porta interessanti novità "giornalistiche" sul fronte del riconoscimento della somatostatina come valido agente antitumorale. Anche se non si sente mai il dovere morale di ricordare Di Bella e il suo lavoro ridicolizzato, alcuni giornali ospitano articoli di esperti i quali, come se nulla fosse, sostengono l’inedito ruolo della somatostatina. Il 22 ottobre 1999 appare un articolo su nove colonne sul "Sole 24 ore" a firma del farmacologo professor Eugenio Muller, docente presso l’Università di Milano e uno dei più stimati e seri farmacologi italiani, stranamente pubblicato nel fascicolo dedicato all’informatica. Muller prima "scomunica" la chemioterapia ricordando che l’efficacia di questa terapia è assai limitata (peraltro a pochi tumori), aggiungendo che "la cura delle manifestazioni metastatiche è assolutamente l’eccezione" e che "la chemioterapia di supporto effettuata dopo un intervento chirurgico è frequentemente priva di effetti positivi o è associata con un modesto incremento del periodo di sopravvivenza privo di malattia". Poi rilancia il ruolo della somatostatina e dei suoi analoghi con una serie di argomentazioni che gettano ulteriori ombre sulla citata, pesante dichiarazione del ministro Bindi secondo cui "la terapia Di Bella non avrebbe dovuto essere sperimentata poiché priva di presupposti scientifici" e quella di Benagiano secondo cui la faccenda "doveva essere stroncata sul nascere". Muller, che ricorda come la somatostatina sia diventata famosa con il caso Di Bella, scrive che "l’attività antineoplastica degli analoghi della somatostatina, ampiamente dimostrata in vitro, giustifica gli studi clinici attualmente in corso. Risultati favorevoli sono stati ottenuti in soggetti con carcinoma della prostata associando un antagonista del GnRh a un analogo della somatostatina". E ancora : "Sulla base delle evidenze sovramenzionate, l’impiego degli analoghi della somatostatina nella terapia oncologica possiede un valido razionale scientifico". Infine: "Quanto ora ricordato è soltanto la punta emergente di una vasta serie di ricerche precliniche e cliniche che dimostrano che composti di derivazione endocrina sono dotati di attività anti-neoplastica [...]. Nuove prospettive terapeutiche sembrano così alle porte". Ma quali porte. Qui bisogna uscire allo scoperto e avere il coraggio di dire e di far dire la verità: è un crimine continuare a spendere soldi nella ricerca di nuove chemioterapie di fronte alla consapevolezza di una tanto plateale inutilità e al contempo far finta di non conoscere l’utilità di altri farmaci. Come si fa a dire che non è etico prescrivere la somatostatina? Ed ecco un altro articolo. Questa volta la chicca viene dal settimanale femminile "Grazia", che ha istituito una "linea diretta" con il professor Umberto Veronesi e con il suo Ieo di Milano. In una intervista rilasciata a Marina Speich, la dottoressa Bianca Gibelli, endocrinologa dell’Istituto Europeo di Oncologia, apparsa in ottobre 1999, rilancia il ruolo degli ormoni quali agenti che influenzano la crescita dei tumori. "Di recente - rivela la collega di Veronesi - sono state scoperte molte sostanze ad azione ormonale che stimolano la crescita cellulare : si chiamano fattori di crescita (growth factors) e, se sono numerosi, la neoplasia si riproduce più facilmente". È molto significativo quel "di recente"... Per fortuna (di coloro che ne hanno beneficiato) da 25 anni c’è qualcuno che mette in pratica queste scoperte sia pure deriso, contestato e offeso... A scanso di equivoci sul fatto che la dottoressa in questione si riferisca alla somatostatina (anch’essa derisa e snobbata) quale sostanza inibitrice dei fattori di crescita, leggiamo insieme una sua successiva frase: "Si può però ridurre al minimo la loro attività - spiega la dottoressa, alludendo agli ormoni che agevolano la crescita dei tumori - come fanno alcuni prodotti che hanno una funzione antagonista ai growth factors come la somatostatina: farmaci usati come inibitori per i tumori". Usati? E da chi? E da quando? E quando finirà questo scandaloso gioco delle parti?

Vincenzo Brancatisano

Vaccinetwork 27/10/1999
http://www.vaccinetwork.org/archivio/cancro/dibella/1999/ottobre/27.10.99.html  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=542
   
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