Rassegna stampa

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Il procuratore Guariniello ha chiuso l’inchiesta sulla sperimentazione: gravi irregolarità L’avvocato del professore modenese: anomalie ed esaminatori scettici
«Di Bella: prova truccata»

«Non sono stupito, è una conferma di ciò che sapevamo»: l’avvocato Enrico Aimi, legale del professor Luigi Di Bella, commenta così il servizio pubblicato ieri da La Repubblica, secondo la quale il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello ha chiuso l’inchiesta sulla sperimentazione del metodo del professore modenese riscontrando “gravi irregolarita”: i pazienti sarebbero stati trattati con farmaci «guasti e imperfetti». «E' importante che diventino di dominio pubblico - dice Aimi - le anomalie che ci sono state. Se queste notizie verranno confermate dalla magistratura giudicante, il fatto sarà di una gravità inaudita. Anche perchè alla persone malate di tumore non è stata data la possibilità di utilizzare una cura che, siamo certi, ha una grande efficacia». «Troppe sono state le anomalie - spiega ancora Aimi - a partire dai pazienti “arruolati” per la sperimentazione: la più parte già in fase terminale e pretrattati con chemio, sui quali l’efficacia del MdB è ridotta, curati in strutture policentriche difficilmente controllabili; la sperimentazione poi è stata guidata da medici in gran parte scettici e che, a quanto sembra ora, utilizzavano farmaci guasti o imperfetti». Aimi, che queste considerazioni le aveva fatte già in un esposto alla magistratura, manda anche un messagio a Veronesi: «Il ministero della sanità, che è a conoscenza di questa situazione, e il ministro in particolare, dovrebbero a questo punto fare chiarezza anche perchè la gente ha il diritto di sapere si vi sono segreti e cose non rivelate». L’ultima considerazione del legale è di natura giuridica: «sotto questo profilo appare singolare che la competenza sia passata alla Procura di Firenze, posto che il reato ipotizzato riguarda la somministrazione del farmaco e non il luogo di produzione. Non vorrei che per qualcuno Guariniello fosse un pm troppo scomodo, visto che le sue indagini hanno confermato quanto noi sostenevamo». Subito una commissione di inchiesta sulla vicenda relativa alla sperimentazione del metodo Di Bella. A chiederla è il responsabile Sanità di Forza Italia Antonio Tomassini. «La magistratura - ha affermato l’esponente di Fi - ha messo a nudo una verità agghiacciante che Forza Italia e autorevoli ricercatori stranieri avevano denunciato più volte. Il metodo del prof. Di Bella è stato sperimentato - prosegue - in modo improprio per una colpevole responsabilità del governo e del ministro della Sanità». Forza Italia, sottolinea Tomassini, «ancora oggi non si esprime sul metodo Di Bella, intende però porre una questione di principio. L’intera vicenda quindi -conclude - non può non coinvolgere il Parlamento che, attraverso una commissione di inchiesta, dovrà perseguire in tempi quanto più rapidi possibile l’accertamento della verità». In tanti, inoltre, chiedono che venga rifatta immediatamente la sperimentazione, seguendo alla lettera le prescrizioni indicate dall’ inventore del metodo, il professor Luigi Di Bella, e magari sotto il controllo di medici super partes e non manifestamente contrari alla cura.

La Padania 08/09/2000
http://www.lapadania.com/2000/settembre/08/08092000p15a1.htm  
   
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