Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

Parla l’oncologo Mauro Todisco che è stato per anni nell’équipe del professore
«Io continuo a praticarla con successo».

GROTTAMMARE - L’oncologo Mauro Todisco esercita la sua professione a Grottammare dove dal 1996 somministra la cura Di Bella a pazienti marchigiani (soprattutto di Ancona e Pesaro) e non. È stato per anni nell’équipe dell’ideatore della terapia alternativa. Dottor Mauro Todisco, è vero che migliaia di pazienti continuano a chiedere la cura Di Bella, anche se non se ne parla più? «Io continuo a prescriverla e a credere ai risultati positivi che ottengo. Già nel 1997, dopo aver pubblicato due anni prima il libro sul professore, rimasi stupito del fatto che se ne tornasse a parlare. È incredibile che la proposta terapeutica non abbia finora ottenuto maggior interesse e ancor peggio che alcune Regioni l’abbiano approvata e altre, come le Marche, no». Però ci sono sentenze definitive favorevoli alla terapia… «Questo è l’aspetto più interessante e positivo che intravedo. Ovvero quando un caso documentato di somministrazione risulta positivo e il tribunale decide che sia la Asl a provvedere alle spese. Questo tipo di sentenza ne riconosce indubbiamente il valore e l’efficacia. Diverso, invece, quando si tratta di un provvedimento d’urgenza, ovvero quando il giudice legittima un desiderio del paziente in fase terminale». Quanti sono i casi seguiti da lei che hanno avuto esito positivo? «Non parlo né di numeri né di percentuali. In questo campo anche solo una riuscita è un successo, benché nel 1998, in seguito alla sperimentazione che fece tanto scalpore, 13 casi su 100 di stazionarietà o remissione della malattia su pazienti chemio o radioresistenti siano passati inosservati. L’ultima pubblicazione da me redatta riguarda il caso di un melanoma. Dopo la somministrazione dei farmaci ho riscontrato una assenza di malattia documentata, ma è presto per parlare di guarigione». Nel ’98 si è conclusa la sperimentazione voluta dal Ministero della Sanità che non ha fornito risultati positivi. Il professore Di Bella contestò i risultati dichiarando che quella sperimentazione non era la sua cura. «Appunto, conclude Todisco e la cosa triste è che lui se ne sia andato senza veder riconosciuto il vero merito dei suoi studi». P.S.: successivamente alla pubblicazione dell'articolo il Dott. Mauro Todisco ha inviato alla redazione del Messaggero, la precisazione di non essere Oncologo. da il Messaggero (Ancona) Sabato 6 Settembre 2003 Todisco, medico non oncologo In merito agli articoli da noi pubblicati sulle opportunità di cura del tumore con la cura del prof. Di Bella, riceviamo e pubblichiamo da parte del dott. Mauro Todisco questa precisazione: «In relazione all’articolo che mi riguarda, pubblicato sul Vostro quotidiano il 3 settembre scorso, nella pagina delle Marche, a scanso di ogni eventuale mia responsabilità, chiedo che venga al più presto rettificato che non sono oncologo, qualifica che mi avete erroneamente attribuito non avendo io dato alcuna notizia in tal senso. La mia qualifica è di medico-chirurgo».

Il Messaggero (Ancona) 03/09/2003
 
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=549
   
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