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La vittoria di due malati
«Gratis la cura Di Bella»

ANCONA — Cura Di Bella gratis per due pazienti, uno affetto da un tumore ai polmoni, l'altra colpita da una malattia molto rara che porta alla eliminazione delle piastrine. La spesa per l'acquisto dei medicinali previsti dal trattamento terapeutico ideato dal medico modenese, per entrambi sarà a carico dell'Azienda sanitaria locale di Jesi. E' questa la decisione presa dal giudice del lavoro Andrea De Sabbata e che si può definire analoga per due ricorsi presentati parallelamente da due jesini: un ex operaio 60enne oggi in pensione e malato terminale, e da una ex infermiera di 52 anni. Entrambi avevano chiesto un provvedimento d'urgenza da parte del giudice e lo hanno ottenuto con la decisione divenuta esecutiva. Il magistrato ha ritenuto «immediatamente precettivo» il contenuto dell'art. 32 della Costituzione che tutela il diritto alla salute e in pratica ha ordinato la disapplicazione dei provvedimenti amministrativi in contrasto con tale principio. Questo poiché, recita il provvedimento, emanato in base all'art. 700 del codice di procedura civile, «il giudice può porre a carico del Servizio Sanitario Nazionale l'onere economico necessario a consentire la somministrazione di farmaci destinati al trattamento di situazione patologiche di urgenza...», nonché di «cure necessarie per assicurare la sopravvivenza a malattie croniche che in concreto si dimostrino indispensabili ed insostituibile». Le storie dei due jesini, nella loro drammaticità, si assomigliano. Il 60enne è affetto da una grave neoplasia ai polmoni. I medici oncologi — in base a quanto ha esposto nel ricorso il suo legale, l'avvocato Andrea Nobili — hanno stabilito che la malattia non è più curabile e i trattamenti terapeutici hanno valore palliativo. I cicli di chemioterapia non darebbero risultati apprezzabili se non quello di procastinare di qualche mese il decesso. Ecco allora che l'uomo, come gli era capitato in passato per combattere un'altra patologia tumorale, ha deciso di curarsi con un trattamento terapeutico a base di sostanze farmaceutiche secondo la prescrizione del prof. Luigi Di Bella. Tale terapia gli aveva bloccato il primo tumore dandogli la possibilità di tornare a condurre una vita normale. L'avvocato Nobili ha fatto presente al giudice che il suo assistito può contare su un reddito del tutto insufficiente per far fronte alla spesa necessaria per il metodo Di Bella, circa 3.000 euro al mese. La sindrome di cui è affetta la signora si chiama piastrinopenia e porta all'eliminazione delle piastrine causando emorragie interne, ecchimosi, trombosi arteriose, venose ed abortività. Le terapie che normalmente vengono prescritte in questi casi, sono risultate inefficaci nel suo caso. Così dopo essersi sottoposta a tre cicli di chemioterapia e all'asportazione della milza, si è rivolta al dottor Mauro Todisco di Grottammare che le ha somministrato la terapia medica soprannominata «multitrattamento Di Bella». Solo in seguito a questa cura basata sulla somministrazione di farmaci contenenti melatonina e adenosina, la paziente jesina ha riscontrato dei benefici. Il costo da sostenere per la terapia è però elevato: circa 400 euro al mese, così ha deciso di ricorrere al giudice che le ha dato ragione. La donna è assistita dall'avvocato Riccardo Ragni.

di Lorenzo Moroni e Sara Ferreri

Il Resto del Carlino (ed. Ancona) 29/10/2003
http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/chan/22/5:4888833:/2003/10/29  
   
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