Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


Intervista al Dott. Giuseppe Di Bella

Suo padre non è più tra noi dal primo luglio scorso, dopo essere diventato il simbolo della libertà di cura per “la gente” e della libertà di ricerca per i medici. Ha lasciato un testamento morale? In un certo senso si, mi ha delegato a seguire al posto Suo la sperimentazione ministeriale, che ho controllato personalmente e di cui ho denunciato l'assoluta mancanza di evidenza clinico scientifica, secondo i criteri internazionali sanciti e riconosciuti, e a scrivere un trattato sulla Sua terapia che sto ultimando nel quale oltre al razionale del metodo, al meccanismo d'azione dei componenti, e al riscontro ampio e crescente della letteratura medico scientifica mondiale, inserirò una vasta rassegna di casi clinici, a completamento di quelli già inseriti nel sito ufficiale del MDB (Metodo Di Bella) www.metododibella.org nella sezione “Evidenze scientifiche”. Sto raccogliendo questa documentazione con la collaborazione dei medici che prescrivono il MDB. Nel 2002 ho sintetizzato in un libro, “Come prevenire i tumori”, l'effetto preventivo dei farmaci del MDB. La sperimentazione non è finita? La sperimentazione ufficiale è scientificamente nulla, come riscontrabile nelle 200 pagine di documentazione reperibili alla sezione “Sperimentazione” del sito ufficiale www.metododibella.org, e quindi non ha dimostrato niente se non che temono questa terapia. Infatti i diversi magistrati che se ne sono occupati, pur non ritenendo penalmente perseguibili i responsabili delle numerose irregolarità denunciate, riscontrate e ammesse, le hanno implicitamente riconosciute, addebitandole per lo più alla fretta, impreparazione e inesperienza relativamente a una concezione terapeutica e preparazioni farmaceutiche e magistrali totalmente innovative. Il fatto che non abbiano incriminato nessuno non cambia minimamente il dato di fatto dell'esistenza di almeno 12 gravi cause invalidanti la sperimentazione, tra cui la somministrazione di farmaci scaduti su 1.048 pazienti e inquinati di acetone, che è cancerogeno, in quantità particolarmente elevate e tossiche fino a raggiungere i 850 milligrammi/litro! Faccia lei. Noi conduciamo uno studio osservazionale, monitorando i pazienti in cura con numerosi medici in varie regioni. Ho creato appositamente un centro di raccolta, analisi, elaborazione per la prossima pubblicazione dei casi. Nei primi mesi del 2004 ci riuniremo in un convegno dove presenteremo i nostri studi. Con questa estesa casistica potremo riproporre ai politici ed al mondo scientifico internazionale una sperimentazione pubblica ma solo osservazionale, dove noi curiamo i pazienti e strutture sanitarie istituzionali appositamente delegate, potranno verificare escludendo oncologi ostili e prevenuti per un giudizio sereno e non inquinato da conflitti d'interesse ideologici. Accetteranno? Perché, sono ostili e spregiudicati al punto di essere stati giudicati male da due italiani su tre? Ci sono due motivi. Il primo è una commistione nota, recentemente denunciata anche dalla magistratura, e riportata da settimanali e quotidiani, tra esponenti della medicina istituzionale ed industria. Il secondo è l'imbarazzo nel dover ammettere che il metodo Di Bella è più efficace di quello loro insegnato e applicato da decenni in ospedale, e rimuovere concezioni inveterate e convinzioni radicate, anche se superate dall'evidenza scientifica, razionale e verificabile. Qual 'è la vostra critica? In realtà le attuali possibilità terapeutiche della patologia neoplastica si basano sull'asportazione chirurgica e la radioterapia, mentre la sola chemioterapia è palesemente insufficiente, oltre che tossica, infatti non esiste nessuno studio clinico pubblicato su riviste internazionali accreditate né vi è nessun oncologo al mondo che possa affermare di aver guarito un tumore solido solo con la chemioterapia. E' vero che ne diminuiscono la massa, con meccanismo d'azione citotossico e citolitico, ma per perseguire la sterilizzazione da tutte le popolazioni cellulari neoplastiche, e non lasciare alcuna cellula tumorale, dovrebbero somministrare dosaggi letali per i pazienti. Quindi una chirurgia sempre più radicale, demolitiva, invasiva, che dà la caccia all'ultimo linfonodo, è la più chiara conferma dell'evidente sfiducia nell'efficacia della chemio. La chirurgia infatti non avrebbe senso in presenza di una terapia medica sicura e realmente efficace. ll Prof. Di Bella ha sempre sostenuto e dimostrato che la chemio manca di razionalità, in quanto non interviene sulle cause che hanno prodotto il tumore e pertanto possono riprodurlo, ma sull'effetto delle catene eziopatogenetiche tumorali cioè le cellule tumorali. Studi clinici riportano per alcuni protocolli chemioterapici una mortalità dell’11%. Comunque, se si superano i cicli chemioterapici, le cellule tumorali sopravvissute per adattamento ed effetto mutageno indotto dal chemioterapico, diventano ad esso refrattarie, più aggressive con incremento della capacità proliferativi e invasiva, “ripartono” invadendo facilmente un organismo debilitato, le cui barriere naturali di contenimento e difesa antiblastica sono inattivate, i cui equilibri biologici immunitari ed omeostatici sono stati gravemente e spesso irreversibilmente sovvertiti dalla chemio e difficilmente ci si salva. Infatti non ci sono mai stati tanti e così precoci casi di metastasi come da quando si usano alti dosaggi di chemio, cioè da qualche decennio. Fortunatamente il metodo Di Bella può aiutare i pazienti anche in queste condizioni, pur dando risposte nettamente inferiori rispetto ai casi in cui il MDB non è stato inquinato da pregressi trattamenti. Ma come si può essere arrivati a questo? Quando chi sponsorizza la ricerca è lo stesso produttore farmaceutico, il dato scientifico può essere inquinato dal profitto. Ormai questo tentativo di asservimento della ricerca scientifica e della pratica clinica al profitto è cosi invadente e soffocante, che i ricercatori sono ormai tenuti a dichiarare per iscritto che le loro pubblicazioni, non sono inquinate ne' da interessi, ne' da conflitto d'interesse economico, né ideologico. Ignorando queste regole si rischia inevitabilmente un sistema distorto. Anche recentemente l'inchiesta di Verona ha indagato su di un giro di tangenti tra case farmaceutiche e appartenenti alla medicina istituzionale. Inoltre quanti sono interessati a delegittimare il MDB, hanno nascosto che la ricerca mondiale ha gradatamente dimostrato l'efficacia sui tumori di tutti i principi attivi del metodo Di Bella, anche se per ora, usati separatamente. Ad esempio, la FDA statunitense, ha registrato la somatostatina per la cura di un ampia serie di tumori del sistema APUD, ormonosecernenti, vipomi, chemodectomi, neuroendocrini ecc. La cura Di Bella ... costosa? Mediamente costa 6-700 ? di farmaci al mese, salvo casi particolari, ma nel Lazio, ed in quasi tutta la Puglia vengono forniti dalle ASL, e solo parzialmente in Toscana ed Emilia Romagna . La cura si compone di somatostatina, melatonina, vitamine D, C e retinoidi solubilizzati in vitamina E. In Lombardia, nel 2002 la Lega Nord ha presentato una mozione che impegnava la Regione a deliberare l'erogazione del MDB, ma alcuni suoi alleati hanno minacciato di far venire meno la maggioranza in Giunta Regionale ed allora hanno dovuto ripiegare su una mozione formale, che invitava il governo nazionale ad una nuova sperimentazione e all'erogazione del MDB. Quanti sono i pazienti curati e guariti col metodo di suo padre? Non è facile dirlo, ma penso intorno a 10.000 considerando che abbiano iniziato alla fine degli anni '60 e nel tempo hanno collaborato molti medici non sempre ben collegati con noi. Si potrebbe risalire alla verità valutando la somatostatina venduta in Italia, ma non abbiamo la possibilità di calcolare sia quella preparata galenicamente da una farmacia di Roma, e utilizzata diffusamente in Italia, che quella particolarmente stabile e richiesta, prodotta da una ditta tedesca. Su quali tumori avete più risultati? Noi abbiamo sempre buoni risultati se confrontati con quelli della chemioterapia, considerando anche gli ammalati terminali che spesso la medicina convenzionale abbandona lasciandoli orfani di terapia e trattandoli solo con antidolorifici e palliativi. Con il MDB, s'incrementa sensibilmente l'aspettativa di vita migliorandone evidentemente la qualità. Nei tumori esocrini del pancreas, in cui le statistiche del National Cancer Institute prevedono una sopravvivenza del 2 - 3 % a sei mesi, lo stesso Istituto Superiore di Sanità, dopo un anno dalla fine di “quella” sperimentazione, ha ammesso nei suoi rapporti (Rapporti ISTISAN a conclusione della sperimentazione) il 36% di sopravvivenza. Tanti altri tumori rispondono prontamente al MDB tra cui sarcomi, linfomi N.H. anche al IV stadio, tumori polmonari sia a piccole cellule che non, tumori della mammella, cerebrali e altri. Nel sito www.metododibella.org, nella sezione “evidenze scientifiche” sono riportate pubblicazioni statunitensi e italiane che lo certificano. Si pensi che, a due anni dalla fine della sperimentazione viveva il 25% di quei i pazienti terminali ai quali gli stessi sperimentatori, nei criteri di arruolamento, avevano dato un'aspettativa di vita tra 11 giorni e un massimo di tre mesi. Quando è cominciata la “cura Di Bella”? Mio padre ha presentato il primo studio sulla melatonina al convegno della Società Italiana di Biologia Sperimentale del '69, dove dimostrava la sua importante azione sulla produzione di piastrine (agenti della coagulazione sanguigna), dei globuli bianchi (sistema immunitario), e che non viene prodotta solo dalla ghiandola pineale, ma anche da altri centri nervosi. Successivamente ha dimostrato che la sua somministrazione riduce, ed a volte elimina, il bisogno delle trasfusioni per l'anemia mediterranea.

Walter Pansini

Salute & Diritti - Health & Rights 31/12/2003
 
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=579
   
<<:: Torna alla versione per schermo

AVVERTENZA: L'associazione A.T.S.A.T. non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di inesattezze in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su ATSAT.it avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.