Rassegna stampa

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MENO RICHIESTE PER LA CURA DI BELLA
I sostenitori: i costi sono ancora elevati

Qualunque persona ammalata di tumore vuol sapere tre cose: cosa ho, come mi curo, quando guarisco. E nei casi in cui le terapie tradizionali non portano alcun beneficio , ci si aggrappa ad ogni alternativa. Alla sezione trentina della Associazione famiglie contro il cancro (Anfcc), la prima nata per volontà del professor Di Bella al fine di divulgare il metodo da lui creato per una lotta mirata contro il tumore e aiutare i malati e lori familiari ad affrontare la malattia. Si rivolgono le persone che hanno già sperimentato le metodiche convenzionali (chirurgia,chemioterapia , radioterapia) quindi con un cancro in fase avanzata . "Arrivano da noi in condizioni disperate , ma tutte queste persone dovrebbero avere il coraggio di utilizzare fin da subito la cura Dì Bella -ha spiegato Ezio Casagranda, tesoriere dell'Associazione - Notiamo Infatti che i benefici maggiori li ha proprio chi la utilizza come prima terapia". Per i malati, familiari, sostenitori dell'associazione questa cura rappresenta una possibilità, una valida alternativa In grado di dare risposte migliori alle terapie tradizionali: qualità della vita, prima di tutto. E ieri all'assemblea dei soci, alcuni lo hanno voluto ribadire portando la propria testimonianza di guarigione, mentre per chi non ha avuto la fortuna di sopravvivere, è stato detto, questa terapia, ha consentito di arrivare ad una morte dignitosa .Nel 1998 , ai tempi del boom della terapia Di Bella i centralini dell'associazione scoppiavano di telefonate, ma anche dopo il dichiarato fallimento della sperimentazione , seppur in misura notevolmente inferiore è continuata la richiesta di informazioni. Visto l'elevato costo di alcuni medicinali l'ANFCC si propone anche di aiutare ,per quanto possibile i pazienti che ne hanno bisogno . Da quando è scaduto il brevetto il costo della somatostina è diminuito, ma per il prodotto di sintesi chimica , l'octeotride, si arriva a spendere anche due milioni di vecchie lire al mese. "E c'è gente che ha dovuto vendere tutto per poterlo acquistare" ha aggiunto Casagranda .L'associazione non riceve alcun finanziamento pubblico e vive soltanto grazie alle offerte e alle donazioni dei soci . Da quando è nata i contatti sono stati decine di migliaia . Oggi si avvale di 2000 sostenitori, una decina di volontari e di alcuni medici che prescrivono i farmaci Di Bella. Altro nodo spinoso, messo in luce ieri durante l'asseblea annuale che a visto la partecipazione della presidente , Luisa Tamanini, è la mancanza di una sede appropriata.

Silvia Ceschini

L'Adige 26/05/2002
 
   
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