Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

Guarito da un tumore nel '97, Berlusconi oggi mostra una carica impressionante, che solo pochi mesi fa non aveva. E il merito andrebbe proprio alla discussa terapia del clinico modenese.
Presidente, quell'energia gliela dà la cura Di Bella?

Silvio Berlusconi, che il 23 luglio del 2000 rivelò di aver avuto un tumore alla prostata, asportato chirurgicamente nel maggio del 1997, sarebbe oggi in cura da prof. Luigi Di Bella con quella terapia alternativa che tante polemiche suscitò nel 1998, quando centinaia di pazienti del novantenne medico siciliano insorsero e chiesero che il metodo venisse riconosciuto, con il rimborso della cura da parte dello stato. La notizia, trapelata da ambienti vicino alla Presidenza del Consiglio e non smentita nella città emiliana, dove da cinquant'anni opera Di Bella, è clamorosa! Il capo del Governo, infatti, avrebbe deciso di affidarsi al metodo dell'anziano professore per impedire una eventuale recidiva del male, evitando al contempo gli effetti devastanti della chemioterapia. Inutile naturalmente cercare conferme dirette a Palazzo Chigi essendo l'argomento troppo delicato e personale per sperare di avere una risposta soddisfacente. E' però in dubbio che la salute del Presidente del Consiglio (come succede negli Stati Uniti) è argomento che interessa tutti i cittadini, così come hanno un impatto pubblico anche le sue scelte terapeutiche. Una decisione del genere se provata, alimenterà le attese di quei malati di cancro che sperano di poter uscire dal loro incubo senza pagare lo scotto di una terapia così invasiva come la chemio. E che qualcosa si stia muovendo politicamente ( nonostante la decisa e ferma decisine dell'attuale Ministro della Sanità Girolamo Sirchia nettamente contrario alla terapia Di Bella) lo dimostrano le scelte adottate dal governatore della Regione Lazio, Francesco Storace, che ha riaperto la sperimentazione in alcuni ospedali romani e deliberato di concedere sussidi a quanti praticano il mdb. La questione si può interpretare anche così: se il Presidente del Consiglio, che si è sempre dichiarato un vincente, decide di affidarsi ad un metodo non certificato e anzi addirittura sconfessato due anni fa da tutti gli scienziati italiani, vuol dire che ha le sue buone ragioni, che ci crede e che è convinto di poter trarne benefici importanti senza ricorrere ai metodi tradizionali. Silvio Berlusconi venne ricoverato all'ospedale S. Raffaele di Milano, tra il 4 e l'11.5.1997, il giorno dopo una manifestazione del polo a Milano in sostegno della candidatura a Sindaco del capoluogo lombardo di Gabriele Albertini. - Ero sul palco in mezzo alla gente - raccontò, - ma parlavo con la morte nel cuore, perchè di lì a ventiquattr'ore sarei dovuto entrare in sala operatoria, non riuscivo a non pensarci e temevo che il male fosse incurabile, invece, per fortuna, il male era localizzato ed è stato possibile combatterlo. Sono stati mesi da incubo, però ce l'ho fatta. Sono guarito e sono riuscito ad uscire da questo tunnel, a superare un pericolo di questo genere -. L'allora capo dell'opposizione fu operato la mattina del 5 maggio dal primario di urologia del S. Raffaele, P.R. lo stesso che nel novembre del '99 operò a Tunisi Bettino Craxi per una neoplasia renale. In quei giorni, nonostante circolasse la voce di un possibile tumore, venne ufficialmente detto che si trattava di un calcolo grosso la metà di un unghia che si era incuneato nell'uretere. Qualche anno dopo nel luglio del 2000 Berlusconi partecipò ad una manifestazione in una comunità di ex tossicodipendenti e alcolisti e disse pubblicamente: Anche i momenti più neri si possono superare. Voglio stimolarvi ad avere volontà e coraggio, per ritrovare al voglia di vivere. Per questo vi parlo della malattia che ho sconfitto. Una malattia disse in un intervista successiva, ce lo aveva cambiato nel più profondo dell'animo: Oggi dò meno importanza di un tempo alle cose terrene, ai soldi, alla proprietà. Dopo aver avuto paura di morire ed essere tornato alla vita ho trovato nuove energie. Che Silvio Berlusconi goda oggi di buona salute è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti e ha certamente avuto la fortuna di veder risolto il suo problema per via chirugica. ma quel particolare benessere, quella forza e tonicità, quell'iperattivismo accompagnato da un volto disteso e riposato potrebbero essere la conseguenza di una terapia che ha dalla sua (dicono i sostenitori) la capacità di migliorare la qualità di vita del malato, per esempio nel dopo operazione, e di restituire un certo benessere a chi ha subito impatto durissimo di una diagnosi così devastante come quella di un tumore. Secondo Luigi Di Bella, infatti, - lo scopo della terapia non è quello chemioterapico di distruggere le cellule tumorali insieme a quelle sane, ma quello di aumentare le capacità delle cellule di difendersi dalla neoplasia e al tempo stesso delimitare gran parte degli stimoli fisiologici all'accrescimento cellulare e quindi anche delle cellule tumorali. Allo scopo insomma, di impedire al tumore di crescere, accerchiando le cellule tumorali e riducendo la loro capacità di crescita incontrollata -. Se il presidente Berlusconi, come sembra, ha deciso di percorrere questa strada, occorre dire che i risultati sono strepitosi. Basta infatti paragonare le foto del maggio scorso a quelle odierne per rendersi conto che qualcosa di particolarmente positivo, nel suo fisico, è accaduto, - fondamentale - , ha sempre sostenuto il prof. Di Bella - è restituire al paziente una qualità di vita dignitosa: renderlo più autosufficiente, limitargli la sofferenza fisica prolungando il più possibile la sopravvivenza, determinando in pratica una convivenza con la malattia. In alcuni casi si assiste alla scomparsa del male quindi a una guarigione che deve comunque essere seguita da un impiego di farmaci, sia pure in dosi ridotte e dai periodici controlli diagnostici - E se c'è oggi una persona che sembra non soffrire, ma addirittura sprigionare salute da tutti i pori, questa è proprio il cavaliere, appena rientrato da una trionfale apparizione in Spagna, all'importante riunione dei Ministri degli esperi Europei con cui ha scherzato, ha sorriso e si è confrontato. la scelta di Berlusconi sembra aprire una stagione nuova nell'annosa vicenda Di Bella e stavolta, forse, i seguaci del professore modenese otterranno la sperimentazione rigorosa della loro cura, chiesta a gran voce dopo quella, contestata da tutte le parti, che due anni fa portò alla bocciatura del cosiddetto metodo Di Bella, che tante speranze aveva trasmesso ai malati di tutta Italia.

di Gennaro DE STEFANO

Visto 22/02/2002
 
   
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