Rassegna stampa

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Di Bella , i ciarlatani e la Bindi
La polemica

Non c'è pace per il Prof. Di Bella . Ci mancava solo la sparata di Rosy Bindi (a volte ritornano) dal salotto di Maurizio Costanzo . E cosi il medico che aveva osato sfidare i baroni e le case farmaceutiche , ministri e consulenti , protocolli e metodologie di approccio al malato discutibili è diventato uno stregone . Peggio : un mago ciarlatano . Si parlava del dramma di una giovane donna anoressica diventata paralitica per i violenti e criminali riti subiti da un sedicente mago esorcista . Una testimonianza surreale e agghiacciante, "Come si fa , si chiedeva Costanzo a credere a questi ciarlatani?" E d è a questo punto che entra in scena la Rosaria nazionale con un paragone che ha imbarazzato perfino Gino Paoli ,"Non ci dimentichiamo " ha detto l'ex ministro democristiano ,"che appena tre anni fa un intera nazione ha creduto al dott. Di bella .Sono state fatte addirittura manifestazioni a suo favore e una parte del mondo politico lo ha difeso…". Ghigna la Bindi . E' la sua rivincita ; una rivincita cattiva , scorretta . Un colpo basso , troppo basso . Di Bella è apparso così come quel criminale che ha costretto alla sedia a rotelle la giovane donna plagiata .E' apparso come un apprendista stregone senza scrupoli . Un atto meschino e sconsiderato . Perché Di Bella ha rappresentato e rappresenta altro . Una premessa: il mio ragionamento non riguarda strettamente il campo strettamente medico-scientifico , ma parte da un'approccio al problema di tipo medico-filosofico . Qualcuno potrà dire "che c'entra la filosofia con la medicina ?" Se a fare questa questa domanda fosse un medico , personalmente da questo signore non mi farei curare neanche un raffreddore .Il perché è presto detto: Lasciando da parte il famoso cocktail Di Bella , occorre ricordare quale sia l'effettiva colpa che al proff. Di Modena veniva contestata . E la colpa gravissima era una soltanto : avere introdotto in campo medico un principio assolutamente rivoluzionario . Esiste il malato , non il male . La melatonina , la somatostatina… non erano queste sostanze a fare paure alla medicina ufficiale e ai baroni che spalleggiavano e spalleggiano Rosaria Bindi . Ciò che faceva e fa paura è questo principio che scardina le convinzioni della cultura ufficiale , che è cultura razionalista e positivista . Di Bella lo ripeteva in ogni frangente "Ogni malato è un mondo a sé , occorre conoscerlo , comprendere , individuare le peculiarità di ognuno .Non esiste una cura uguale per tutti ma esistono tante cure quanti sono i malati , anche in considerazione di come ognuno reagisce alla malattia ". Per avere detto questo Di Bella continua ad essere additato come un mago ciarlatano Eh già , perché la medicina ufficiale dice un'altra cosa : le cure sono standart (i famosi protocolli oggettivi).Individuato il male si procede con protocolli uguali per tutti e sperimentati . Il presupposto è dato per scontato e , si badi bene, è presupposto filosofico : tutti gli uomini sono uguali , esseri biologici fatti di carne e cellule .Un presupposto ideologico e per questo mostruoso . Perché l'uomo , cari egualitaristi di ogni credo è carne e sangue e pathos . L'uomo è tutt'uno di corpo e spirito . Non è una formula algebrica , non è un semplice composto di elementi organici . Di Bella lo sapeva (e lo sa) e partiva da questo presupposto per guarire l'uomo malato . Davanti al pretore di Maglie , il mai troppo citato e coraggioso Dott. Madaro ; Giuseppe Di Bella disse :" Rivendico la completezza di coltura . Si dedichi più tempo all'ammalato e non solo all patologia ". Eccolo il nodo della questione : completezza di coltura . Qualsiasi approccio all' uomo ,sia esso medico , psicologico , amtropologico , sociale … non può non considerare l'uomo nella sua interezza . E tutto questo non l'ha detto , per primo , Luigi Di Bella . Non è una sua provocazione . Perché il primo vero ideatore del metodo "Di Bella" (che è un metodo di approccio al malato ) è un vecchio medico con il cui nome ancora oggi in troppi si riempiono la bocca . Quel medico si chiama Ippocrate . In tutti i suoi trattati scriveva quello che ha detto Di Bella e cioè che , con il malato , bisogna parlare a lungo per conoscerlo , per capire , per comprendere . L'indagine del medico , spiegava Ippocrate , riguarda l'uomo non la sua patologia isolata . Ma Ippocrate , sul cui nome ancora giurano i nostri medici , è stato tradito da chi vuole ricondurre la diversità , lo spirito , la psiche , la speranza in tristi cartelle standartizzate intise di numeri e statistiche . E allora se Di Bella è un mago e un ciarlatano per aver riproposto l'unico metodo serio di approccio al malato (che è un uomo ) , si abbia il coraggio di definire allo stesso modo il padre della medicina occidentale . Oppure si abbia il pudore di tacere . Nessuno sentirà la mancanza dei sermoni di Rosaria Bindi .

Roberto Paradisi

Libero 12/04/2002
 
   
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