Rassegna stampa

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Convegno: Eppure si Guarisce

A distanza di quasi un anno dalla scomparsa del professor Di Bella, la validità della sua terapia contro i tumori, ha suscitato nuovamente clamore a seguito di un convegno tra oncologi che si è tenuto a Bologna alcune settimane fa. Fautore dell'iniziati¬va, il figlio Giuseppe Di Bella, anch'esso medico e fondatore della Società di Bioterapia Oncologica Razionale che riunisce circa duecento tra medici, farmacisti e biologi. Evento che la stampa naziona¬le ha pensato bene di porre in risalto, dedicando am¬pio spazio sui maggiori quotidiani, dove si eviden¬ziano dati alla mano, quanti malati in questo perio¬do seguono il protocollo Di Bella. Secondo fonti delle associazioni la stima dei malati in questo pe¬riodo in cura è di quindicimila; a fronte di una veri¬fica sulla vendita di somatostatina, il numero dimi¬nuisce a tremila, quattromila. A mio avviso, non è questo l'aspetto saliente della situazione. Quello che mi pare fondamentale è porre l'attenzio¬ne sull'evidente perdurare dell'attendibilità della cu¬ra, nonostante la bocciatura della sperimentazione, con conseguenti dichiarazioni d'inefficacia e l'acca¬nimento da parte della comunità scientifica nel con¬dannare questa terapia, senza aver affrontato una ri¬cerca rigorosa nel documentarsi per non parlare del¬le numerose diffamazioni a mezzo stampa e televi¬sione lanciate da chi di medicina non ha la ben che minima conoscenza. Basti pensare a certi conduttori te¬levisivi, improvvisati censori su argomenti, quali la medicina e l'on¬cologia di cui nulla sanno. Baste¬rebbe questo per ribadire che la forza della ragione prevale su quanti invece hanno preferito osteggiare a priori, nei migliori dei casi, la possibilità di scegliere una terapia non invalidante e distrutti¬va, in alternativa alla chemiotera¬pia. Nel convegno di Bologna emerge ancora una volta, che il set¬tanta per cento dei pazienti curati con la chemioterapia, a distanza di cinque anni, sono sconfitti dalla malattia. Al contrario le testimonianze dei medici prescrittori del Mdb, ripor¬tano statistiche di malati in cura con una buona sopravvivenza a lunga durata. Oserei dire che la medicina ufficiale ancora adesso non ha riflettuto abbastanza su quanto accaduto nel 1997 e nei mesi successivi. La perdurante ottusità di chi an¬cora crede che non vi siano alternative alla cura dei tumori, viene smentita sistematicamente ogni gior¬no. Certo il convegno a Bologna ha smosso le acque, facendo risalire l'attenzione, e questo è un merito che va riconosciuto, ma è necessario fare un passo avanti. Alla cura va data la possibilità di accreditarsi in un contesto scientifico e di ricerca sempre più rigoroso, basato sullo studio dei casi, sull'evidenza dei risulta¬ti prognostici, evitando quelle forzature ideologiche che spesso in passato hanno determinato errori di gestione. In questo momento la cura bisogno di te¬stimonianze autorevoli, a partire da quelle dei medi¬ci, spesso poco presenti, anche su queste pagine, ma determinanti per certificare la validità. L'esempio di Bologna non deve restare isolato e intorno a questa neonata comunità scientifica, deve nascere una sen¬sibilità nelle coscienze di tutti, ognuno facendo la propria parte, dalle associazioni, ai singoli medici, ponendosi come valida alternativa e non isolandosi, come spesso è accaduto in passato.

Roberto Rinaldi

Per Vivere 30/06/2004
 
   
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