Rassegna stampa

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Sirchia vorrebbe la somatostatina «farmaco ospedaliero» Le cure diventerebbero impossibili. Malati sul piede di guerra
Un «siluro» alla terapia Di Bella

Somatostatina atto secondo. Il caso Di Bella rischia di riscoppiare, per lo stesso motivo per cui nel ’97 l’Italia conobbe il professor Luigi Di Bella, ideatore della Mdb, la multiterapia contro il cancro, bocciata dal ministero e basata proprio sulla somatostatina. Il ministro della Sanità Sirchia starebbe per rivalutare il regime di fornitura del farmaco, vietandone la vendita presso le farmacie e inserendolo in “fascia H”, cioè in esclusivo regime ospedaliero. Ai medici dibelliani verrebbe nei fatti impedito di prescrivere la somatostatina e i malati piomberebbero nella disperazione di quando il farmaco costava 516.000 lire a dose giornaliera. Dopo la sperimentazione bocciata e scaduto il brevetto della Serono, il prezzo del farmaco crollò fino a 20 euro a dose. E’ questo il motivo per cui migliaia di pazienti in cura Mdb hanno smesso di manifestare. Ma una volta operativo il grave provvedimento, per molti inspiegabile, la situazione potrebbe diventare esplosiva. Per questo il Governatore della Regione Lazio, Storace, ha scritto una lettera a Sirchia con la quale chiede che “si conservi l’attuale regime di fornitura”. E ancora: “Per garantire la libertà di scelta del paziente abbiamo ritenuto di dover sostenere economicamente le famiglie con componenti afflitti da patologie tumorali che hanno scelto il metodo del professor Di Bella. Questa decisione sottende anche lo sforzo di una nuova politica di ascolto delle istanza dei cittadini, politica che è sempre stata negli obiettivi della Casa delle Libertà e che in questo caso fornisce una concreta risposta istituzionale ad una forte domanda sociale, che sale da persone, da ammalati, che chiedono solo di sperare”. Ma che succederebbe ai pazienti? Facendo riferimento alla “ben nota ostilità” degli oncologi ospedalieri, Giuseppe Di Bella commenta sul suo sito: “Risulta evidente l’impossibilità delle migliaia di pazienti in trattamento a proseguire la cura per mancanza di un componente essenziale”. Intanto i pazienti sono sul piede di guerra. L’associazione Aian di Roma, che sta chiamando a raccolta i malati di tutta Italia, ha scritto a Sirchia: “Non consentiremo - gli annuncia la presidente Patrizia Mizzon - che venga calpestato il sacrosanto diritto di libera scelta terapeutica. L’Aian e le altre associazioni confederate si mobiliteranno ed attueranno una lotta durissima perché non si torni indietro”. Prosegue la lettera: “La nostra associazione ha sempre dimostrato un alto senso di responsabilità cercando comunque il dialogo”. Ma se “un provvedimento del genere dovesse essere attuato, si impedirebbe di fatto a persone, spesso abbandonate dalla medicina ufficiale, di poter continuare a sperare e, più di quanto lei possa immaginare, di ottenere risultati insperati”. E ancora: “Questa vicenda non ci piace affatto. Noi restiamo molto vigili nella speranza di non essere costretti a chiedere ai nostri associati una grande mobilitazione perché non è più tollerabile che dopo che anche luminari dell’oncologia ufficiale si sono espressi positivamente sulla somatostatina, si impedisca di fatto a chi la sceglie di curarsi con la Mdb”. Infine: “Con i problemi da cui è afflitta la sanità, andare a spulciare proprio il ‘farmaco Di Bella’ per eccellenza e toglierlo in pratica dalla circolazione, potrebbe essere letto come un ulteriore tentativo di affossare la Mdb”. Da qui l’annuncio: “Temo che né l’Aian, né tantomeno i pazienti in cura con la Mdb, sarebbero disposti ad accettare passivamente una violenza di questo genere. La prego quindi di riflettere sulla gravità e sulle conseguenze che un provvedimento del genere potrebbe avere su persone già disperate”.

Vincenzo Brancatisano

La Gazzetta di Modena 23/09/2004
 
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=620
   
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