Rassegna stampa

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Reclamo contro la prima ordinanza. Terapia Di Bella gratuita, il giudice si riserva

Si conoscerà i primi giorni del mese di dicembre la decisione del giudice circa la somministrazione gratuita della cura Di Bella. A farne richiesta è stata una signora di 52 anni di Recanati affetta da una rara forma di tumore alle meningi, che non è operabile, né trattabile con la chemioterapia o altri metodi convenzionali. L'unico rimedio all'avanzare della malattia è stata la terapia del professore modenese. A prescrivergli dosi e modalità è stato lo stesso professore nel febbraio del 2001 quando era ancora in vita. Da allora la donna paga di tasca propria la terapia. «L'unica che mi ha fatto bene», dice. Avrebbe impedito la crescita della «medusa che ho in testa», afferma la donna. E quando ha provato a smettere, racconta, ha avuto una brutta ricaduta con perdita di equilibrio, bruschi cali di vista, problemi a camminare. La causa, «la medusa» che comprimeva sui centri vitali del cervello. «Se smetto dice rischio di rimanere paralizzata». Da tre anni usa la somatostatina, principio base della cura Di bella, ma è costosa (per la terapia spende 700 euro al mese), la sua famiglia non è di quelle facoltose, anzi, i risparmi sono ormai agli sgoccioli. Di qui il ricorso al giudice, che già in altri tribunali d'Italia ha obbligato le Asl a sostenere i costi della terapia Di Bella. Il giudice del Tribunale di Macerata, Adriana De Tommaso, ha però respinto il ricorso che la donna ha presentato. Contro l'ordinanza del giudice ha proposto reclamo l'avvocato Andrea Nobili che assiste la donna. Ieri mattina è stato discusso. La Asl di Recanati e Civitanova si è costituita in giudizio con l'avvocato Franco Fatichenti. Il giudice Luigi Reale si è riservato.

il Messaggero - ed. Marche 16/11/2004
 
   
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