Rassegna stampa

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Cancro al Seno: può essere colpa della luce artificiale?

Ricercatori statunitensi stanno studiando per verificare l'ipotesi che la luce artificiale, alla quale siamo esposti per molte ore al giorno, possa alterare i livelli ormonali nelle donne così da costituire una causa della maggiore incidenza del cancro al seno nei paesi sviluppati. A voler verificare la fondatezza di un'ipotesi così poco rassicurante è Richard Stevens, epidemiologo dell'University of Connecticut, il quale ritiene che non c'è consenso scientifico sul perchè ci sia un più elevato tasso di cancro al seno nel mondo sviluppato. La letteratura sul cancro al seno è piena, secondo Stevens, di teorie su come l'ambiente e gli stili di vita possano contribuire allo svilupparsi della malattia, ma spesso sono state screditate, per cui paradossalmente sembra che la scienza ne sapesse più 20 anni fa rispetto ad oggi. Allo stato attuale, infatti, si può solo affermare che i fattori scatenanti abbiano a che fare con il fatto che viviamo in una società industrializzata, ma non sappiamo esattamente quali siano. È per questo che i ricercatori stanno cercando nuove spiegazioni a tale incidenza e Stevens fa parte di quei ricercatori che danno la colpa alla luce artificiale. La teoria di questi ricercatori è che periodi prolungati di esposizione alla luce artificiale interrompano i ritmi circadiani del corpo, ovvero l'orologio biologico interno al nostro organismo risultato di millenni di comportamenti abituali, come quelli del sonno e della veglia, che l'uomo ha ormai interiorizzato con l'evoluzione. Ciò che i ricercatori ritengono possibile è che la violazione, negli ultimi 150 anni, di tale legge biologica riesca ad interferire con i livelli degli ormoni come la melatonina ed altri meccanismi cellulari la cui alterazione potrebbe innescare il cancro al seno. Finora, la teoria era basata in gran parte su studi d'osservazione suggestivi ma inconcludenti. Ad esempio, si confrontavano i dati epidemiologici di donne che lavorano di notte oppure di donne prive della vista con quelli di gruppi di controllo. Stevens assieme ad altri scienziati della Yale University School of Medicine hanno identificato un meccanismo genetico che potrebbe contribuire a spiegare come la luce artificiale possa innescare il cancro al seno. Le donne, che prima della menopausa sono portatrici di una mutazione del gene che aiuta a gestire la regolazione della risposta del corpo all'alternarsi della notte e del giorno, tendono ad avere, secondo il ricercatore, un più elevato rischio di cancro al seno. Stevens precisa che non si può affermare che si sia trovata la causa del cancro al seno, ma che vale la pena effettuare delle sperimentazioni che abbiano come base tale ipotesi. Gli scienziati ritengono che i fattori legati allo stile di vita ed ambientali, dei rischi che non abbiamo ereditato, siano la causa di nove casi di cancro al seno su dieci. Ma tale affermazione non ha raggiunto lo stesso livello di solidità a livello scientifico che hanno fattori come il fumo per il cancro al polmone ed il papillomavirus per il cancro della cervice uterina. Altri fattori di rischio, come ad esempio l'uso di deodoranti, sono stati paventati ma spesso ampiamente smentiti, così come quelli legati all'aborto, per cui il National Cancer Institute ha sollecitato gli studiosi ad individuare altri possibili fattori di rischio.

ItaliaSalute.it 07/02/2005
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