Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >

SALUTE E POLEMICHE. La Bindi insorge
Storace rispolvera la cura «Di Bella»

Roma. Un gruppo di lavoro per verificare la possibilità di inserire a carico del servizio sanitario nazionale la somatostatina, farmaco fondamentale per la cura Di Bella, accende la miccia delle polemiche. È una dichiarazione del neo ministro della Salute Francesco Storace ad un periodico a risvegliare le preoccupazioni degli oncologi. Il ministro ha ricevuto la richiesta dal figlio di Di Bella e ritiene utile istituire un gruppo di lavoro che esamini rapidamente la situazione in dettaglio. Le sperimentazioni condotte alcuni anni fa sulla cosiddetta terapia Di Bella, «diedero risultati incontrovertibilmente negativi, dunque è auspicabile che ai malati vengano garantite cure efficaci», ricorda il presidente degli oncologi italiani (Aiom) Roberto Labianca. «Dal punto di vista scientifico - ha aggiunto Labianca - non ha senso riprendere quei dati che riguardavano sia uno studio osservazionale sia una ricerca su diversi tipi di tumore; i risultati sono stati, purtroppo rispetto alle attese, completamente negativi. Cosa potrebbe fare oggi un nuovo gruppo di esperti? Riteniamo - conclude il presidente dell’Aiom - che debbano essere disponibili e rimborsabili solo farmaci con evidenze di efficacia». Ed anche il presidente della Fnomceo, Giuseppe Del Barone, ricorda il fallimento delle verifiche scientifiche sulla cura. «Se la sperimentazione condotta sulla cura Di Bella è stata fatta con tutti i crismi, come sembra, allora siamo contro, siamo per il no. Se invece dovessero sorgere dei dubbi sullo studio clinico, valuteremo il da farsi» commenta invece il responsabile nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, Stefano Inglese. Dura anche la risposta di Silvio Garattini. «Se il principio che guida la scelta del ministro Storace è quello di dare una speranza ai malati, allora dovremo pagare anche i maghi», ha detto il direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. Il rischio, secondo il farmacologo, è che i malati vengano sottratti a cure che, pur con tutti i limiti, risultano comunque più efficaci e in ogni caso si basano su evidenze scientifiche. Ma lo scontro è stato anche, prevedibilmente, a livello politico. «Pessima partenza e scelta irresponsabile», ha esordito l’ex ministro Rosy Bindi che fu coinvolta in pieno a suo tempo nella vicenda Di Bella. Secondo Bindi, «Storace accredita un’idea distorta della libertà di scelta di cura, che peraltro concede solo a chi gli fa comodo; e mette in discussione i principi di efficacia e appropriatezza delle cure che garantiscono l’equità e la sostenibilità del sistema sanitario pubblico». Immediata la risposta di Storace: «La Bindi insorge perchè pretendiamo il rispetto degli accordi tra Stato e Regioni sulle liste d’attesa e perchè non sbattiamo la porta in faccia ai malati».

L'Arena 06/05/2005
http://www.larena.it/ultima/oggi/nazionale/Dab.htm  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=646
   
<<:: Torna alla versione per schermo

AVVERTENZA: L'associazione A.T.S.A.T. non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di inesattezze in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su ATSAT.it avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.