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Divampa la polemica. Gli oncologi: dare cure efficaci. Botta e risposta con la Bindi
Storace riapre alla terapia Di Bella

Roma. Il nuovo ministro della Salute, Francesco Storace, ha dichiarato che valuterà se mettere tra i farmaci di fascia «A», cioè totalmente a carico del servizio sanitario nazionale, la somatostanina, il famoso principio attivo della «cura Di Bella». Ed è subito scontro con l'ex ministro Rosy Bindi che aveva sempre criticato il metodo Di Bella. «Dal dottor Giuseppe Di Bella, figlio del prof. Luigi, mi è già arrivata la richiesta - ha detto Storace - Sono al ministero da pochi giorni, valuterò cosa si può fare. Ritengo però di poter dire fin da ora che, su questo tema, sarà istituito al più presto un gruppo di lavoro che esamini con rapidità la situazione nel dettaglio». Luigi Di Bella, scomparso nel 2003, negli anni '90 era stato al centro di un acceso dibattito sulla validità terapeutica della cura contro il cancro da lui sperimentata. Nel cocktail di farmaci messo a punto dal medico di Modena la somatostatina era uno degli ingredienti di punta. Oggi, dopo l'annuncio di Storace, l'associazione degli oncologi italiani, Aiom, ha ricordato che «le sperimentanzioni condotte alcuni anni fa sulla cosidetta terapia Di Bella dietro risultati negativi; dunque è auspicabile che ai malati vengano garantite cure efficaci». Immediate le reazioni dell'opposizione. Rosy Bindi, ex titolare della Sanità negli anni in cui esplose il caso Di Bella, afferma che per Storace «è una pessima partenza e una scelta irresponsabile, come dimostrano le prime reazioni dei medici e dei ricercatori». La Bindi sostiene che «Storace accredita un'idea distorta della libertà di scelta, che peraltro concede solo a chi gli fa comodo. «Molti - aggiunge - si sono chiesti perché Storace sia stato nominato ministro della Salute». Replica immediata del ministro: «E' ovvio - dice - che l'onorevole Bindi, che nessuno rimpiange al ministero della Salute, insorga. Insorge perché pretendiamo il rispetto degli accordi sottoscritti tra Stato e Regioni sulle liste d'attesa e non sbattiamo la porta in faccia ai malati. In alcune Regioni già rimborsano i malati che scelgono la cura Di Bella. E' altrettanto vero - conclude Storace - che l'onorevole Bindi non farà mai più il ministro della Salute».

Giancarlo Cologgi

La Sicilia 06/05/2005
http://www.lasicilia.it/giornale/0605/interno_esteri/ie10/a05.htm  
   
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