Diritto e Giurisprudenza

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Opeazione «Last Hope». Torna in libertà il farmacista canosino

TRANI - Alla vigilia di Pasqua torna in libertà anche il 68enne farmacista canosino Michele Fontana. Dopo oltre due settimane di detenzione ai domiciliari e la bocciatura di una prima istanza, il gip del Tribunale di Trani Michele Nardi ha disposto la remissione in libertà del farmacista che però viene interdetto dalla professione per due mesi. «Il tempo - si legge nel provvedimento - ha attenuato le esigenze cautelari, tenuto conto anche del clamore della vicenda che rende più difficoltoso un'eventuale attività d'inquinamento probatorio». Conseguentemente si «rende inutile la prosecuzione del sequestro preventivo della farmacia». In altre parole, visto che il dottor Fontana non può esercitare non c'è motivo di tenere i sigilli alla farmacia, che, peraltro, già da alcuni giorni era stata temporaneamente affidata ad un altro farmacista. Dunque, farmacia dissequestrata e farmacista in libertà ma interdetto. Ancora agli arresti domiciliari l'avvocato barese Maria Cataldo. La sua remissione in libertà è ora affidata al Tribunale della Libertà di Bari che si pronuncerà sull'impugnazione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dallo stesso Nardi su richiesta del pm Antonio Savasta. La Cataldo è accusata d'aver commesso illeciti nell'ambito dei ricorsi d'urgenza che ammalati di tutt'Italia presentavano al Tribunale di Bari, pur non avendo domicilio nel capoluogo pugliese, per conseguire il cocktail di medicinali della cura Di Bella a spese del Servizio Sanitario Nazionale.

La Gazzetta del Mezzogiorno 26/03/2005
 
   
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