Rassegna stampa

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A 89 anni il fisiologo continua a visitare pazienti
La vista fa cilecca, ma lui studia su maxi-fotocopie

Ha compiuto 89 anni a luglio, ma non per questo il professor Luigi Di Bella ha deciso che è l'ora di chiudere la sua personale battaglia contro il cancro. Spenti i clamori delle polemiche, delle trattative, della sperimentazione, nella casa-laboratorio di via Marianini continua la vita di sempre: 4 o 5 visite al giorno, più un numero imprecisato di ore passate a leggere, studiare, scrivere. La sua vista, per la verità, sta cominciando a costituire un problema, ma anche questo ostacolo diventa per lui superabile: per leggere gli esami dei pazienti, o le pagine di un testo scientifico, ricorre a fotocopie che ingigantiscono i caratteri. Da un bel pezzo ha smesso di rispondere pubblicamente alle critiche che il mondo scientifico continua a rivolgergli (vedi l'ennesima «stroncatura» arrivata da Silvio Garattini, l'altro giorno a Modena). Ma ora ha accettato di parlare con la Gazzetta, dopo che la «sua» somatostatina, un tempo ridicolizzata dagli oncologi, è diventata finalmente una sostanza «efficace» nella cura contro alcuni tipo di tumore. Qualche giorno fa il professor Umberto Veronesi, oncologo ed ex ministro della Sanità, ha ricevuto un premio proprio grazie alla somatostatina. Luigi Di Bella, che notoriamente non ha peli sulla lingua, parla di «appropriazione indebita», di «grossolanità e malafede», parla di colossali interessi economici che hanno impedito di valutare serenamente la sua Multiterapia. Lui ci crede fermanente, nella sua cura: «Il protocollo si deve affermare» dice, sottolineando il «deve». Ma lavoro da fare ce n'è ancora molto: «L'ultimo perché del meccanismo d'azione del mio protocollo non l'abbiamo ancora raggiunto», ammette.e non si sbilancia nell'indicare qualcuno, tra i suoi collaboratori, in grado di portare avanti i suoi studi. Anzi, proprio l'argomento collaboratori è un punto sul quale tiene a fare precisazioni: «Quelli veri sono pochi, umili, non si fanno pagare» avverte. Nonostante siano moltissimi quelli che si professano «dibelliani» e propongono la sua teoria, magari modificata: «Può essere inutile e talvolta dannoso» dice Di Bella. Quanti siano i pazienti che usano la sua cura, non sa dirlo con esattezza. Ma spiega che sono 300mila le dosi di somatostatina vendute ogni anno in Italia.

La Gazzetta di Modena 29/09/2001
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