Rassegna stampa

< C L I C C A  P E R  S T A M P A R E  >


Di Bella e Storace: purché se ne parli

Non pensavamo di doverci tornare ad occupare del dottor Di Bella. Tantomeno per ragioni non dettate da impreviste novità scientifiche ma, ancora una volta, conseguenti a polemiche politiche. Non pensavamo neanche che a risollevare il caso, chiuso dai risultati negativi della sperimentazione del 1998, fosse il neo ministro della Salute Francesco Storace. Ma vediamo i fatti. Tutto inizia con un’intervista a Tempo Medico dove il ministro sembra esprimersi a favore di una possibile risposta positiva alla richiesta pervenutagli da Giuseppe Di Bella (figlio dello scomparso Luigi) per inserire la somatostatina nella fascia A del prontuario. La polemica, con toni e argomenti sovrapponibili a quelli di sette anni fa, riprende. Non pensiamo si debba commentare la vicenda più di tanto. Dobbiamo piuttosto chiederci il perché di questa uscita del neoministro. L’unica risposta plausibile è che egli sia consapevole del poco tempo a sua disposizione per caratterizzare in qualche modo il suo mandato. In pochi giorni ha parlato di contratto dei medici, di liste d’attesa, di prezzo dei farmaci. In fondo tutte cose un po’ fredde per un’opinione pubblica che su quegli argomenti ne ha già sentite di tutti i colori. Ed ecco, allora, il rilancio di un tema di sicura presa. E infatti ne hanno scritto tutti i giornali e se ne è tornati a parlare anche a Porta a Porta. Sulla multiterapia Di Bella la pensiamo esattamente come sette anni fa. La sperimentazione è purtroppo fallita. Non esistono risultanze cliniche sulla sua efficacia. Sarebbe antieconomico e non etico prescriverla a carico del Ssn. Pensavamo di non doverne parlare più, salvo impreviste novità scientifiche. Ne torniamo a parlare, ancora una volta, per questioni politiche. Una conferma in più che questo non è un Paese molto serio.

Il Bisturi.it 11/05/2005
http://www.ilbisturi.it/story_1604.html  
   
indirizzo di questo documento: http://www.atsat.it/articolo.asp?id_articolo=677
   
<<:: Torna alla versione per schermo

AVVERTENZA: L'associazione A.T.S.A.T. non assume alcuna responsabilità nel caso di eventuali errori contenuti negli articoli o di inesattezze in cui fosse incorso nella loro riproduzione sul sito. Tutte le pubblicazioni su ATSAT.it avvengono senza eventuali protezioni di brevetti d'invenzione; inoltre, i nomi coperti da eventuale marchio registrato vengono utilizzati senza tenerne conto.