Rassegna stampa

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Terapia Di Bella: se ne riparla

Il Ministro della Salute Francesco Storace poco dopo il suo insediamento aveva cercato di inserire in fascia A, cioè completamente a carico del servizio sanitario nazionale, la somatostatina, il famoso principio attivo della cura Di Bella. A un mese di distanza un giornale siciliano, il Quotidiano di Sicilia (l’unico giornale da cui è stata data la notizia), sostiene che la sperimentazione starebbe per ripartire. Il ministero della salute, sul suo sito, non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale in merito. Il caso era stato ampiamente trattato, sia sui media che dal punto di vista medico, nei primi anni novanta per essere definitivamente chiuso nel 1998 quando, dopo un periodo di sperimentazione promossa dall’allora Ministro Rosy Bindi, fu dimostrata l’inefficacia di questa terapia. Un elemento importante però che in medici hanno riscoperto in quell’occasione, come sostiene Guido Tuveri, presidente del Collegio Italiano dei Primari Oncologi Medici Ospedalieri, è la dimensione di centralità del paziente. Forse in passato era troppo ricorrente l’errore di anteporre la malattia al malato; Tuveri sostiene proprio che l’unico aspetto positivo di quella vicenda e, se si vuole, l’unico insegnamento che ne è stato tratto è stato di riprendere a parlare con il malato oncologico, di rimetterlo al centro della cura in quanto persona con la sua storia e il suo bagaglio di esperienza. Al contrario Tuveri, come altri medici, continuano a essere fermamente scettici riguardo al valore scientifico della cura Di Bella. Del resto vale la pena ricordare che dei vari medici sostenitori della terapia solo uno, Mauro Todisco, ha pubblicato alcuni dei risultati del suo lavoro su riviste internazionali; gli altri non hanno mai condiviso con la comunità scientifica i dati in loro possesso.

emanuela grasso

Yahoo! Salute > Notizie > Oncologia ed Ematologia 13/06/2005
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